Arte e Cultura

Ad Amalfi il suono degli zampognari accompagna il Natale

Sfilano nella piazza e nei vicoli della città, bussando di porta in porta augurando buona fortuna a famiglie intere

Di Francesca Faratro, foto di Emanuele Anastasio

I loro suoni sono nenie antiche, musicali interpretazioni delle melodie che hanno reso magica l’atmosfera del Natale un po’ per tutti. Gli zampognari, autentici musicanti vestiti a festa, di scena per le strade della Costa d’Amalfi ed in tutto il Meridione per il periodo natalizio, sono una figura risalente all’antichità.

Fra storia e leggenda

La figura dello zampognaro, legato al leggendario personaggio del Dio Pan, ha origine nella Grecia Arcaica. Si narra che i sacerdoti, per celebrare questa divinità, abbiano creato la zampogna per rappresentare l’unione cosmica fra l’elemento maschile e quello femminile. Tale occasione, ricorrente nel solstizio d’inverno, rappresentava la rinascita del sole, paragonata più tardi, con l’avvento del Cristianesimo, alla nascita del Bambin Gesù. Pan, Dio dei Pastori, venne legato all’attività pastorizia ed in occasione della transumanza, erano i pastori che, pregando il loro protettore, suonavano ed intonavano brani divenuti poi tradizionali. Lo stesso imperatore romano Nerone, appassionato di musica, era solito suonare l’arcaico strumento, in latino chiamato utriculus.  Più tardi, fu San Francesco d’Assisi nel 1100 ad inserire gli zampognari nel presepe. Nell’immaginario di tutti sono loro che con le nenie, testimoniarono la nascita del Bambino Gesù.

La vestizione e la fortuna

Gli zampognari, adornati con i loro abiti tradizionali, con i polpacci avvolti dalla pelliccia, così come anche le loro spalle, sono spesso raffigurati con il cappello e contraddistinti da un particolare dal colore rosso, spesso riportato nella fusciacca in vita o nei fazzoletti del taschino della giacca.  La figura dello zampognaro, nell’area partenopea, è anche legata alla scaramanzia e alla fortuna. Sono molti i campani che, in occasione di una nascita o di una casa nuova, aprono le porte agli zampognari che, in compagnia dell’albero, intonano soavi melodie benaugurali. Mai da soli, ma sempre in coppia o spesso in gruppo, rispettano una gerarchia ben precisa: è il più giovane che suona la ciaramella, ovvero il flauto tradizionale mentre al più anziano, è affidato il compito di suonare la zampogna.

I membri de La Zampognara pronti per la loro performance

Il repertorio musicale

Il loro repertorio, composto da melodie semplici e divenute con il passare degli anni note a tutti, contiene brani popolari, primo fra tutti Tu Scendi dalle Stelle, la versione italiana di Quann Nascett Ninno, con testo in napoletano scritto da Sant’Alfonso Maria Dè Liguori. Fu proprio questo Santo a diffondere il Cristianesimo attraverso i suoi brani, trasmettendoli a chiunque si mettesse in ascolto.

I riti in Costa d’Amalfi

Per mantenere viva tale tradizione nel 1992 ad Amalfi nasce il gruppo La Zampogna. L’idea fu di Franco D’Amato, suonatore di ciaramella e fondatore del gruppo, che in quegli anni decise di lasciarsi accompagnare dalla zampogna. Inizialmente su consigli della madre iniziò a suonarla, da autodidatta e, in compagnia di un amico Carmine Pinto, mise su un’armoniosa coppia, fra le prime in Costiera Amalfitana. L’ensemble si ampliò tanto che Franco insegnò l’arte della zampogna anche a Stefano Pinto ed Andrea Laudano. A loro si unirono altri suonatori di ciaramella: Andrea Ingenito, Pietro La Grotta e Federico Pizzoferro. «Suonare la zampogna è difficilissimo, c’è bisogno di tecnica e passione. Animiamo le feste ma la vera festa la portiamo nel cuore. Insceniamo la venuta dei pastori e vestiamo come loro. Mantello di panno, corpetto in lana di pecora, scarponi e copricapo. – afferma lo zampognaro Stefano Pinto – Usciamo in processione con le prime luci dell’alba: alle cinque del mattino, quando ancora è buio. Lo facciamo sia nel giorno della festa di Sant’Andrea Apostolo il 30 di novembre ed anche l’8 dicembre in occasione dell’Immacolata Concezione. In queste occasioni le massaie preparano per noi zeppole e cioccolata calda, una sorta di benvenuto ed una coccola per proseguire nel nostro cammino».

Di casa in casa portando musica

La sacralità dell’accoglienza

Nelle frazioni di Amalfi, la processione musicale viene accompagnata da una suggestiva usanza: il Bambino della chiesa principale viene portato di casa in casa ed è qui avviene la vera magia. «Veniamo accolti con rosoli, zeppole diverse, dolci e tradizionali preparazioni che allietano la festa ed il momento festoso. Portare a casa della gente i nostri suoni è emozionante ma è anche bello percepire l’affetto della gente che, attraverso le loro specialità, cambia di famiglia in famiglia.  A Vietri ad esempio trionfano gli struffoli, le palline di pasta fritte, qui contraddistinte da abbondanti scorzette di arancio. La nostra passione è una preghiera. – continua emozionato Stefano – Attraverso i suoni delle nostre zampogne eleviamo un inno che ci pervade l’anima. Cantiamo con il cuore in mano, tramandiamo la tradizione e la trasmettiamo a tutti, dai più piccoli agli anziani che purtroppo, non riescono più ad uscire di casa. Suonare la zampogna è portare gioia, trasmettere al mondo la venuta di Cristo e portare il vero senso del Natale nel cuore di tutti».

La continuità della tradizione

Sono sempre meno i giovani che si avvicinano a tale passione, forse impauriti dalla difficoltà che si cela dietro ogni singolo strumento, visto come un elemento complicato, appartenente alla storia. Gli insegnamenti si trasmettono di padre in figlio, seguendo un ordine naturale che avvicina i più piccoli sin dalla fanciullezza quando, innamorati dei suoni tipici, decidono di farli propri con il passare del tempo.

 

 

 

 

 

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