Arte e Cultura

Arte e cultura all’interno del Salone Morelli di Amalfi

Costruita all’interno di un antico monastero benedettino, Palazzo Città ospita oggi esemplari del prestigio storico della Repubblica Marinara di Amalfi

Di Anna Volpicelli, foto di copertina di Salvatore Guadagno

La Costa D’Amalfi è da sempre stata una terra dove artisti hanno trovato rifugio ed ispirazione. Dal Medioevo fino ai giorni nostri, personaggi del mondo dell’arte hanno lasciato la loro impronta su facciate di cattedrali, all’interno di monasteri, chiese, e diversi ambienti di culto. Fra questi un luogo ricco di fascino e di cultura è sicuramente il Salone Morelli, la sala consiliare del comune di Amalfi.

Il contributo di Domenico Morelli 

Ricavata da un antico monastero benedettino del XVI secolo, ci si arriva passando attraverso una corte. Il Salone prende il nome da Domenico Morelli, prolifico artista napoletano dell’800 e 900 di fama internazionale. L’artista, nell’800, ha curato il restauro del timpano e del frontone supero della cattedrale di Sant’Andrea. I carteggi originali di tale restauro sono conservati all’interno della Sala Morelli. Su una parete del Palazzo Città di Amalfi si può ammirare la bellezza dell’affresco che richiama il frontone superiore del Duomo. Una narrazione biblica che ripropone un passaggio del vangelo, quello cioè dell’apocalisse. Al centro, infatti, viene raffigurato Gesù Cristo con alle spalle i simboli dei quattro evangelisti. A sue piedi, invece, i regnanti inginocchiati. Sempre in questo ambiente, oggi dedicato a funzioni pubbliche ed eventi, è possibile osservare anche i carteggi dei dodici apostoli che richiamano il cornicione del timpano della cattedrale, recentemente restaurato. 

Gli abiti di Roberto Scielzo

Oltre agli affreschi, il Salone Morelli contiene anche i costumi medioevali, da quelli indossati dai pescatori a quelli del Gran Duca di Amalfi, disegnati da Roberto Scielzo, artista eclettico positanese che si occupò non solo di pittura, ma anche di teatro, e quindi scenografia, architettura e grafica. Fu lui il primo ad aver realizzato i costumi amalfitani che vengono ancora oggi utilizzati ed esibiti nel corteo storico che accompagna la regata delle Repubbliche Marinare di Amalfi. Abiti in stile arabo-bizantino confezionati con stoffe pregiate fra cui la seta, il lino, broccato e damasco. La collezione permanente esposta all’interno del Salone Morelli mostrano gli abiti appartenete ai vari ceti sociali i marinari, gli arcieri, i militari, i cavalieri della corte ducale, i giudici, il conte di palazzo e ovviamente il duca. 

Un tesoro marittimo

Un tempo Palazzo Città ospitava anche alcuni preziosi oggetti marinari. Era il luogo dove veniva conservata la Tabula Civitas Amalpha, le famose tavole amalfitane. Si tratta del più antico codice marittimo costituito ad Amalfi attorno al XI secolo, che è stato utilizzato nell’intera area del Mar Mediterraneo fino al XVI secolo. Oltre allo statuto marittimo, la sala consiliare custodiva anche la bussola, meglio conosciuto come bossolo, costruita da Flavio Gioia nel 1300, mappe di navigazione, e altri esemplari che sono stati utilizzati nell’antichità da esperti del mare. Oggi tutto ciò è stato trasferito all’interno del Museo degli Antichi Arsenali di Amalfi. Il Salone Morelli rappresenta un importante patrimonio della storia culturale ed artistica non solo della città d’Amalfi, ma dell’intero territorio costiero. 

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