Arte e Cultura

Dalle tenebre all’aurora. La processione dell’Immacolata Concezione a Cetara

E’ una delle celebrazioni più sentite e partecipate dall’intero borgo dei pescatori. Una festa di ombre e luci che dalla notte conduce al giorno all’insegna, anche, della convivialità

Di Anna Volpicelli, foto courtesy of Giuseppe Liguori

Dalle tenebre all’aurora. E’ probabilmente questo passaggio che simboleggia principalmente la processione dell’Immacolata Concezione di Cetara. Una celebrazione notturna che si svolge fra la notte del 7 e la mattina dell’8 dicembre e che coinvolge tutti gli abitanti: dai ragazzi agli anziani. 

Luci e silenzi

«Quella dell’Immacolata è una delle processioni più importanti per tutta Cetara, insieme a quella di San Pietro, patrono, che avviene in estate. Coinvolge tutti gli abitanti e anche i cetaresi che vivono fuori, ritornano in paese proprio per questa festa», spiega Giuseppe Liguori, 56 anni, architetto cetarese. Le vie del borgo dei pescatori vengono illuminate con fiaccole e lumini che vengono sistemati fuori dalla case, per le strade, fin sulle colline che circondano il paese. «E’ una processione che è sempre stata fatta di notte. Ci sono canzoni che citano proprio “dell’aurora tu sorgi bella” e significa che la Madonna per noi cristiani dovrebbe essere l’inizio di una nuova era cosi come l’aurora è l’inizio del nuovo giorno. Un passaggio dalle tenebre alla luce della redenzione portata da Gesù Cristo, che ha avuto il suo esordio proprio con la Madonna. Partecipando alla processioni, quindi, si accompagnano le tenebre per poi fare spazio alla luce dell’aurora». 

L’attesa del passaggio della Madonna

Con gli amici

Con il trascorrere del tempo, l’attesa della festa è diventando uno dei momenti essenziali. «La sera – racconta l’architetto – ci si riunisce con gli amici per cenare insieme. E’ un momento di convivialità importante, dove anche i ragazzi si ritrovano per cucinare e consumare insieme piatti tipici, soprattutto a base di pesce, come la nostra tradizione culinaria comanda. E’ un tempo di unione, di legame e di condivisione, che a differenza delle altre feste tipiche del Natale, si trascorre con gli amici». La tavola quindi si imbandisce di spaghetti con la colatura di alici, baccalà, frittura di paranza e dolci tipici del periodo fra cui le zeppole “cresciute, i roccocò, i mostaccioli. Tutto accompagnato da vino lambiccato e frutta secca. 

La processione

E quando la notte si svolge al termine, inizia la contemplazione in movimento. La processione infatti si svolge dalle 5 alle 7 di mattino. La partenza avviene presso la Chiesa di San Francesco, dove la statuta della Madonna viene conservata. Giovani vestiti di bianco trasportano la statuta per le vie di Cetara accompagnati dalla melodia di canti devozionali. Un tempo questa processione era seguita e portata avanti dai soli uomini del paese che dopo la processione proseguivano per la marina per andare a pescare. «Questo avveniva anche perché probabilmente alle donne era in qualche modo proibita l’uscita notturna. Ovviamente oggi non è più così. La processione vede la partecipazione attiva di giovani ragazze e donne, anche se la presenza maschile è fondamentale per l’esecuzione del tutto». 

Il trasporto della Madonna

La Santa Messa dell’aurora

Una volta percorse le vie del paese, i pellegrini che seguono i passi della Madonna, arrivano fino alla Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, per poi riascendere in paese e giungere  alla chiesa di San Pietro per partecipare alla messa dell’aurora. «Tutto questo avviene nella notte. Alla fine della santa messa, infatti, è già giorno. E una volta usciti dalla chiesta di San Pietro, la statua viene trasportata di nuovo alla chiesa di San Francesco dove posata».

La colazione in piazza

La fine della processione conduce ad un altro intimo momento di convivialità. «La mattina dell’ 8 dicembre la tradizione vuole che in tutte le case si prepari e si consumi una tazza di cioccolata calda. Un appuntamento che se in passato era in qualche modo inserito in un contesto famigliare, negli anni i parroci che si sono susseguiti hanno portato questo rito nella piazza di San Francesco, dove finita la processione distribuiscono a tutti i partecipanti cioccolata calda insieme a un cornetto». E quando il sole comincia a riscaldare il borgo di Cetara, il silenzio regna fra le vie. Ogni partecipante, infatti, ritorna nelle proprie case per riposare e accogliere dentro di se l’aurora esperita durante la sacra celebrazione. 

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