Sapori locali

Fichi: fonte di energia, custodi di tradizioni

Consumati freschi durante l’estate e secchi nel resto dell’anno, fra abbinamenti dolci e salati, questi frutti dalle mille qualità riempiono le tavole di tutta la Costiera

Di Francesca Faratro

Preziosi, abbondanti di zuccheri e dalle sfumature esterne che a volte si tingono di  verde a volte più  violacee, il fico è senza dubbio il dono dell’estate, che viene portato in tavola fino alla fine dell’anno. Consumarlo fresco ne sollecita il cuore: si ritorna bambini, ai ricordi della fanciullezza e a quando, a piedi scalzi, lo si consumava direttamente raccogliendolo dall’albero, per chi ha avuto la fortuna di godere di questo piacevole momento.

Da soli o in compagnia

Ricco di proprietà e buona fonte di energie, il suo periodo di maturazione va da giugno ad ottobre. La Costa d’Amalfi ne è piena: qui, appena strappati dalla pianta, i fichi vengono custoditi in cesti di vimini, contenitori spesso impagliati a mano o ereditati come cimeli di nonni e famiglie. Al loro interno restano poco tempo poiché vengono consumati o serviti per essere mangiati da soli o, per palati gourmet, accompagnati con prosciutto crudo, noci, miele, sul pane o direttamente con i formaggi stagionati.

I raggi del sole, riscaldano la natura. Photo by AdobeStock

 

Il rito della conservazione

Al sud d’Italia nota è la tradizionale conservazione che a questi si riserva. I fichi infatti, raccolti maturi, vengono tagliati a metà e successivamente stesi, uno al fianco dell’altro, su graticci di legno o su delle reti. Lasciati ad asciugare al sole, con i raggi, il vento e le temperature calde dei mesi più belli, saranno pronti e conservati per l’inverno. “Preparare i fichi è un rito che si ripete ogni anno, una sorta di appuntamento irrinunciabile che ricade e si succede nei mesi caldi. – afferma Lenita Amato di Ravello mentre taglia a metà ogni prezioso frutto – Li preparo da tempo con lo stesso amore”. Ci vogliono ore, pazienza e fasi che si ripetono una dopo l’altra. “La parte più importante sta nella manualità che ci vuole per realizzare il prodotto finito. I fichi più grandi li custodisco a parte, senza infilarli nei bastoncini e nel momento necessario che anticipa la consumazione, li affondo in una glassatura al cioccolato fondente. Con questo sposalizio il prodotto finale sarà ancor più goloso”.

Farciture golose

Con i fichi secchi si realizzano principalmente le sproccolate o le crocette (il nome varia di luogo in luogo). L’interno di ogni prodotto viene farcito con noci, mandorle in variazione e scorze di agrumi come limoni o arance. Qualcuno vi aggiunge anche i semi di finocchietto mentre fra ogni doppietta, per reggere lo strato ed aumentare il profumo, si aggiungono delle foglie di alloro.

Variazioni gustose. Photo by AdobeStock

Un dolce inverno

Ogni pilone, una volta pronto, viene poi inserito in bastoncini di legno che supportano la struttura per essere conservati fino alla notte di Natale. “Parenti e amici attendono il momento di mangiare i fichi con un’attesa che lascia vibrare palati e cuore – continua Lenita – E’ importante continuare a produrli non solo per il gusto che si regala ma per l’usanza che merita di vivere ancora!” Ed allora quale momento migliore se non il Natale per consumare il fico secco finito, magari accompagnato da un buon calice di passito e degustato con l’amore che solo la famiglia sa infondere.

 

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