Storie

Le famiglie storiche dell’ospitalità: l’eredità degli Schiavo

Pioniere dell’accoglienza, l’Hotel Rufolo è stata parte integrante dello sviluppo del turismo di Ravello. Luigi Schiavo, co-proprietario dell’albergo, ci racconta la sua evoluzione.

Di Anna Volpicelli

Quella dell’hotel Rufolo è un’avventura cominciata nell’Ottocento, quando i due fratelli Schiavo, gestivano uno dei primi alberghi di Ravello che aveva sede nell’antico Palazzo D’Afflitto. La località che fece innamorare grandi artisti e che ispirò loro a realizzare opere, fra questi Giovanni Boccaccio che cita Ravello nella quarta novella del Decamerone o Richard Wagner che qui trovò la linfa creativa per comporre il Parsifal, al tempo era frequentata da viaggiatori che cercavano un luogo dove poter riposare. Dopo diversi anni, probabilmente anche grazie all’aumento del turismo, i due fratelli decisero di traslocare la loro attività in Piazza Duomo. «Agli inizi del ‘900, mio nonno Ferdinando, e suo fratello si divisero, e mio nonno cominciò a gestire un piccolo ristorante che lo chiamò Rufolo», racconta Luigi Schiavo, meglio conosciuto come Gino, oggi proprietario insieme alla sorella Rosaria dell’Hotel Rufolo. «C’erano già i primi turisti e, oltre al ristorante, mio nonno aveva anche un appartamento, con poche camere che affittava». 

Da una piccola locanda a un grande hotel 

Nel 1920 a seguito di un ampliamento di Piazza Duomo, il locale di Ferdinando Schiavo fu completamente raso al suolo, la famiglia quindi trasferì tutta l’attività di ristorazione dove ha sede oggi l’hotel.  «Più che un hotel era una locanda – racconta Luigi – All’epoca mio padre Alfredo, aveva 14 anni, e dato che era molto vivace. Passava molto tempo in piazza con gli amici, e mia nonna che era molto severa, gli disse che doveva cominciare a lavorare. Così trovò il suo primo impiego nella cucina di vari alberghi e intraprese la carriera di cuoco, culminano al hotel Capricci di Amalfi, che al tempo era uno dei più prestigiosi alberghi della Costa d’Amalfi». 

La famiglia Schiavo davanti al Caffè Rufolo, courtesy of Hotel Rufolo

Le tappe importanti 

Dopo aver affinato le sue abilità in cucina e nel campo dell’ospitalità, nel 1930 Alfredo Schiavo ritorna a Ravello per gestire l’attività di famiglia. «Con la sua entrata cominciarono ad avvenire i primi grandi cambiamenti all’interno dell’hotel. Uno negli anni ’50, dopo la guerra, e poi quello avvenuto intorno agli anni ’60, che diede la forma a quello che oggi è l’Hotel Rufolo. Mio padre si dedicò anima e corpo all’attività di famiglia. Era il primo ad arrivare la mattina e l’ultimo ad andarsene. Ha continuato a lavorare fino a tarda età».

Il ricordo di D.H. Lawrence

Dalla letteratura al mondo dell’arte, l’Hotel Rufolo, ospitò nel corso dei secoli grandi personaggi di fama mondiale fra cui, il Presidente Einaudi, Rostropovic, Bruno Walter, Carla Fracci, Alida Valli e il romanziere D.H.Lawrence, che proprio a Ravello trovò ispirazione per scrivere L’Amante di Lady Chatterley. «Quando Lawrence soggiornò qui mio padre aveva circa 18 anni. E lui me lo descrisse sempre come un uomo atipico per quell’epoca. Aveva una barba importante e vestiva sempre con camici molto lunghi, era un uomo che non passava inosservato», racconta Luigi che cominciò a lavorare all’hotel sin da ragazzino. «Dopo la scuola o nei periodi estivi io e mia sorella davamo una mano. Mio padre veniva a chiamarci a casa e ci chiedeva di andare ad aiutare perché c’era molto da fare. E noi facevamo di tutto, dall’asciugare i bicchieri a qualsiasi altra cosa ci veniva richiesta». 

Ricordi del passato, courtesy of Hotel Rufolo

Turismo che cambia

Una volta cresciuti Luigi e Rosaria Schiavo, preso in mano le redini dell’attività. «Io mi sono sempre occupato della parte più amministrativa, ovvero la contabilità, i rapporti con i fornitori, i permessi, le leggi, il fisco e cosi via. Mia sorella invece, tutta la parte legata al front office, quindi le prenotazioni, il rapporto con i clienti». Negli anni Sessante e Settanta, il modo di viaggiare era molto diverso rispetto a quello di oggi. L’Hotel Rufulo, infatti, veniva considerato da molti clienti affezionati una sorta di residenza estiva. «Avevamo ospiti che trascorrevano qui settimane se non mesi interi. Erano persone vicino alla pensione, ex-notai, professori universitari, avvocati, che con le loro famiglie venivano ogni anno a passare le loro vacanze. Vedevi le mogli sedute ai tavoli che spendevano i loro pomeriggi a chiacchierare, o a leggere libri, mentre i mariti magari giocavano a carte. Era un soggiorno, in qualche modo, più regolare, con orari ben scanditi. C’era la colazione, il pranzo e la cena. Con gli anni, abbiamo visto i nipoti dei nostro ospiti crescere e viceversa. Si è stretto con loro un rapporto intimo. Oggi, invece, è diverso. Gli ospiti soggiornano qui per un massimo di cinque giorni e sono così impegnati nelle loro attività fuori dall’albergo che spesso li vedi solamente la mattina a colazione». 

Il contatto diretto con gli ospiti

Attualmente a portare avanti l’attività di famiglia è Alfredo Schiavo, figlio di Luigi. «Io, come mio padre al tempo, sono sempre presente, vengo qui la mattina e vado via la sera. E ancora oggi mi interesso della parte più amministrativa, anche se è mio figlio a gestire il tutto. E’ buon segno di crescita e di continuità perché anche se nessuno di noi ha mai vissuto in albergo, questa per noi è sempre stata casa nostra e per noi è sempre stato importante avere un rapporto diretto con i nostro ospiti. Questo è quello che ci ha insegnato mio padre, e questo è quello che cerco di trasmettere a mio figlio. E’ una tradizione di famiglia che continua».  

Vuoi rimanere aggiornato
sulle novità, su viaggi, storie, itinerari, esplorare l’arte, l’innovazione green e la cultura enogastronomica della Costa D’Amalfi?

*campo obbligatorio

Preso atto del mio diritto di revocare il consenso in qualsiasi momento, consento al trattamento dei miei dati personali da parte del Titolare, per la finalità sotto riportata (art. 7 Regolamento 2016/679)

Sono a conoscenza del fatto che in assenza del consenso le conseguenze sono le seguenti:
Non verrà inviata alcuna comunicazione promozionale e/o pubblicitaria da parte di authenticamalficoast.it all’interessato, il quale, riceverà esclusivamente notizie e/o comunicazioni in merito al servizio ricevuto/prenotato.

We use Mailchimp as our marketing platform. By clicking below to subscribe, you acknowledge that your information will be transferred to Mailchimp for processing. Learn more about Mailchimp’s privacy practices here.


Menu