Sapori locali

Le palme di confetti, una tradizione fatta di fiori e colori

Tramandata nel tempo e nelle mani abili delle artigiane, questa lunga usanza simboleggia l’inizio della Pasqua

Di Francesca Faratro, foto di Emanuele Anastasio 

«La tradizione delle palme custodisce una storia antica rimasta immutata negli anni, tramandata nel tempo e nelle mani abili delle artigiane che realizzano queste meravigliose strutture con i confetti». Inizia così Carla Savo della storica pasticceria Pansa di Amalfi, testimone non solo della storia dolciaria amalfitana ma anche delle usanze che si celano dietro ogni festività.

Le origini delle palme con i confetti e la Penisola Sorrentina

«Legata alla domenica delle Palme, questa preziosa usanza nasce nella Penisola Sorrentina più di un secolo fa. Era solito tramandarla di madre in figlia, in quei nuclei familiari dove era ben radicata per poi rimanere intatta negli anni come una dote di famiglia tenuta salda da un lungo cordone ombelicale», ci dice Carla. In Costa d’Amalfi la prima presenza delle piccole palmine arriva negli anni ’30-’40. «Mio suocero, proprietario di un opicifio sito nella Valle dei Mulini di Amalfi, produceva confetti con la sua famiglia. Dalla commercializzazione di questo, la famiglia Pansa fu affascinata da quest’arte di infilare piccoli ferri ardenti all’interno dei propri confetti, tanto da dover propria».

Tradizionalisti in cerca di innovazione

«Insieme ai miei figli siamo dei tradizionalisti ed è per questo che abbiamo adottato l’usanza di un tempo, cercando di ricreare gli stessi spazi e gli stessi addobbi che allora abbellivano la pasticceria. In occasione della Pasqua era una parata di uova di cioccolato appese, ricche di colori e sfumature –racconta Carla – Le vetrine invece erano piene di cestini, colmi di queste meravigliose palme pronte ad anticipare le festività e lasciando percepire l’arrivo della nuova stagione alle porte».

La sinergia fra le due Costiere

Mettendo insieme le abilità artigianali delle due Costiere, quella Amalfitana e quella Sorrentina, la pasticceria Pansa iniziò a creare la propria linea di fiori, commissionata puntualmente dalla signora Carla e diversa ogni anno. Con una ricerca certosina non solo della novità ma anche di quei piccoli particolari da apportare alle strutture floreali, si realizzavano decorazioni somiglianti a boccioli, ricchi di colori tenui, contraddistinti da una spiccata eleganza ed ingentilite da stoffe preziose reperite in giro per l’Italia. «Non c’è parte che io non raggiunga senza aver comprato qualcosa che impreziosirà la prossima collezione. Mi piace selezionare tessuti preziosi ed ovunque io vada, ho sempre l’attenzione di acquistare e selezionare tessuti che possano abbellire le mie adorate palmine. E’ una ricerca certosina fra negozi e mercatini cercando l’esclusività che possa fare la differenza».

Le modifiche nel tempo

Inizialmente le palme erano più “grossolane”, dalla struttura più alta e composte da una quantità maggiore di confetti. Con il tempo Carla, con il suo buon gusto ed avvalendosi delle capacità manuali delle artigiane sorrentine, ha portato avanti una linea fatta di prodotti più piccoli, graziosi e non troppo invadenti. Anticamente anche le forme erano diverse: somigliavano ai rami dell’albero di pesco mentre oggi si opta per piccoli fiori, impreziositi da nastri di raso, seta e capaci di essere regalati in qualsiasi momento dell’anno e per ogni occasione.

Le palme di confetti

Palmine tutto l’anno

«Iniziammo a realizzare fiori di anno in anno e a venderli non solo per la Domenica delle Palme». In tanti hanno scelto questo prezioso oggetto per imbandire le tavole, come segnaposto mentre numerosi sono gli sposi che le commissionano per accompagnare le loro bomboniere. E’ nelle vetrinette del salotto che queste trovano posto migliore poiché all’interno, conservate con cura, possono restare per anni. «Anche noi le conserviamo così e riserviamo sempre un posto speciale per queste all’interno delle nostre vetrine, per tutto l’anno». Ecco allora che anche i turisti, affascianti dalla bellezza ed incantati dalla lavorazione, le acquistano come un grazioso souvenir da portare con loro.

Un gesto d’amore

«Anticamente le palme di confetti venivano acquistate dalle nuore e recate in dono alle suocere nei giorni che anticipavano la Pasqua o proprio per la domenica delle Palme. Anche le figlie le acquistavano per le proprie madri ma è capitato che anche i fidanzati facevano lo stesso per le proprie amate».

Come si realizzano le palme di confetti?

Presi dei sottili fili di ferro per alimenti, questi vengono arroventati ed inseriti nel confetto stesso. La base viene poi ricoperta da una carta gommata, dal colore verde, per ricreare l’attaccatura e lo stelo. Perline e stoffe colorate migliorano e completano la fattura rendendo tutto ancora più bello. Per ogni ramoscello il tempo necessario di realizzazione è di circa tre o quattro ore. «Se tale tradizione esiste ancora lo dobbiamo alla passione e all’amore per il prodotto e alla volontà di volerla tramandare nel tempo. Sarebbe impossibile quantificare il lavoro ed il prezzo del prodotto finale: questo dovrebbe essere altissimo vista l’elevata difficoltà della realizzazione. – afferma Carla – Sono un’amante delle cose belle, con questi fiori di confetti abbellisco le vetrine ma sono legata a tale prodotto per i momenti belli che queste mi hanno regalato. Insieme a mio marito ci allontanavamo dal lavoro per una giornata intera, spesso insieme ai bambini e raggiungevamo Sorrento. Con le nostre artigiane realizzavamo le collezioni. Era un momento bello, non solo per omaggiare la loro artigianalità ma per esprimere attraverso le palmine la bellezza» Questa tradizione è originaria di Sulmona, la città dei confetti.  Diversamente dalla Campania, dove il confetto viene lasciato nudo, in Abruzzo i fiori vengono adagiati sugli steli grazie all’ausilio della carta velina che ferma il confetto sulla struttura, rendendolo lucido e visibilmente incartato.

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