Arte e Cultura

L’esposizione permanente di arte sacra anima il museo Don Clemente Confalone di Maiori

L’obiettivo futuro sarà finalizzato alla promozione e all’implementazione dei supporti multimediali di aiuto alla lettura del Museo

Di Annamaria Parlato, foto di apertura di Gino Imperato

I pregevoli tesori della Collegiata S. Maria a Mare di Maiori sono custoditi nel piccolo Museo Don Clemente Confalone, ubicato proprio in Collegiata e inaugurato nel 2010 per volontà dell’ex Parroco Don Vincenzo Tajani e dell’allora Direttore-Custode, l’Architetto Andrea Macchiarola. Realizzato nella cripta della Collegiata, si estende su un’area di 162 mq. a due livelli con annesso giardino panoramico.

 La Collezione

 All’interno del Museo, suddiviso in due ambienti, vi sono alcune statue settecentesche, quali quelle raffiguranti Santa Lucia e Sant’Apollonia. Vanno menzionati, inoltre, il busto reliquiario di San Trifone, la statua originale dedicata alla Madonna dell’Avvocata, la Madonna con Bambino attribuita alla scuola tedesca del XVI secolo e una splendida Madonna in Gloria di Diego de Silóe da Ferdinando Bologna. La ricca collezione presenta, inoltre, il paliotto in alabastro con figure gotiche a bassorilievo del XV secolo di scuola inglese, una cassetta di osso della bottega degli Embriachi contenente sacre reliquie, pure della fine del XIV secolo. Oltre a ciò antifonari, tele settecentesche, busti di santi e numerosi altri manufatti in argento che, pur non punzonati o identificati, costituiscono una preziosa testimonianza dell’arte dell’oreficeria napoletana nei secoli XVIII e XIX. Tra questi si annoverano una croce professionale, un ostensorio grande ed uno piccolo, un trono per l’esposizione del Santissimo Sacramento, una corona, un secchiello, una croce d’altare, una coppia di calici firmati BG, le iniziali di Biagio Giordano, famoso argentiere napoletano, che fu eletto Console a Napoli nel 1774 e nel 1790.

L’esposizione sacra del museo Don Clemente Confalone di Maiori

Il Paliotto in alabastro e la Cassettina degli Embriachi: le testimonianze artistiche più interessanti

 Uno dei manufatti più preziosi della Costa d’Amalfi è il paliotto di alabastro del XV secolo. Si tratta di un’opera di straordinario valore, dal momento che in Italia meridionale si ritrovano solo due altri esemplari del genere. Il paliotto è composto da sette tavolette di alabastro scolpite con rilievi raffiguranti Santa Margherita a destra e San Giacomo a sinistra, mentre, nelle formelle centrali sono scolpite le scene dell’Annunciazione, la Natività con l’Adorazione dei Magi, la Resurrezione di Gesù, l’Assunzione della Vergine e l’Incoronazione di Maria. Ogni tavoletta è accompagnata da una scritta di riconoscimento in carattere gotico abbreviato, apposta al di sotto di ogni singola scena. Sebbene sia danneggiato in alcuni punti, il polittico conserva ancora tutta la sua originaria policromia. La cassetta invece è in osso di bue sbiancato ed è riconducibile alla bottega degli Embriachi. Il cofanetto è composto da sei riquadri raffiguranti la leggenda della “Regina Stella e della Mattabruna” disposti a coppie sui lati lunghi, gli altri due occupano invece i lati corti. Il coperchio è a forma di pagoda, nella parte più bombata presenta lamelle raffiguranti due coppie di angeli allineate e sulla parte corta due angeli affrontati, la cui fattura rimanda a modelli classicheggianti.

La voce del Direttore Giuseppe Roggi e le novità messe in campo

 Dal 2015 ad oggi Giuseppe Roggi è il nuovo Direttore del Museo. Con il suo operato ha cercato in questi anni di promuovere e valorizzare il meraviglioso contenitore culturale maiorese. «Mi sono occupato della risistemazione della parte illuminotecnica delle sale e delle vetrine, – spiega -. Adesso le luci a basso consumo energetico mettono in risalto al meglio le opere. Dal 2015 abbiamo raggiunto circa 15.000 presenze e quest’estate nonostante il covid-19 anche 40 visitatori giornalieri. Mi sto battendo affinché questo gioiello venga inserito nei circuiti di promozione dei beni culturali della Regione Campania. Non è facile portare avanti un Museo, soprattutto perché sono solo e senza finanziamenti. Ho bisogno anche dell’aiuto delle istituzioni locali per migliorare questo bel luogo culturale e molte iniziative future potrebbero essere messe in campo facendo rete».

Croci, statue di santi e immagini religiose

Una testimonianza di fede

 Il Museo oggi è un deposito di oggetti vivi che contengono anche un messaggio cristiano verso coloro i quali cercano il Divino attraverso la bellezza dell’arte e il senso di fede del popolo maiorese. Un luogo da scoprire e preservare alle generazioni future.

 

 

 

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