Storie

Mariella Avino, icona di stile della Divina 2.0

Il senso dell’eleganza e della femminilità spiegato dalla fondatrice di The Pink Closet.

Di Francesca Faratro

Nata nello stesso giorno nel quale ricorrono i festeggiamenti del Santo patrono ravellese Pantaleone, Mariella Avino è la direttrice dell’omonimo Palazzo di Ravello, da tutti conosciuto come il “Pink Palace” della Costa d’Amalfi.  Contraddistinta da una classe sublime e un’eleganza comune solo a chi con questa viene al mondo, è la prima di tre sorelle e dirige la lussureggiante struttura di famiglia con suo padre e sua sorella Attilia.  Sin da sempre ammaliata dalla bellezza, svolge, parallelamente al suo lavoro, una ricerca spasmodica degli outfit capaci di adornare ogni occasione e modulare la giornata in base all’umore e allo stato d’animo.  Con le labbra sempre tinte da un filo di rossetto rosso, comunica le tendenze indossandole con eleganza, sfoggiando con leggiadria accessori, siano questi estrosi o minimalisti ma capaci di donare un tocco nuovo, diverso, geniale, a tratti ironici ma soprattutto chic.

Mariella, una giovane nota della città della musica

«Il mio legame con Ravello inizia dalla mia infanzia, in particolar modo all’età di tredici anni quando mio padre acquistò la spettacolare struttura. Da quel momento quel rapporto è cresciuto esponenzialmente, divenendo per me fonte di ispirazione, una sorta di luogo magico dove poter ritrovare me stessa. Il mio percorso formativo e i relativi studi mi hanno portato lontano da casa: prima a Roma dove mi sono laureata in economia aziendale alla Luiss e poi a Milano dove ho intrapreso il lavoro in banca, occupandomi dei bilanci delle aziende del settore del lusso. – afferma Mariella – Qui ho avuto modo di avvicinarmi ancora di più alla moda e più tardi mi sono trasferita a Losanna per un master presso la nota scuola alberghiera École hôtelière». Nonostante questo mondo la appagasse fortemente, la vena creativa di Mariella la spinge a ritornare a casa, presso quei luoghi contraddistinti da eterna bellezza, profumo di agrumi, salsedine e fiori. Dopo un periodo di affiancamento con l’ex direttore dal 2011, nel 2013 assume lei stessa il ruolo di dirigente, supportata da un team consolidato capace di lasciarle trasmettere appieno il suo concetto di ospitalità, già tramandato dalla sua famiglia.

Mariella Avino gioca nel suo The Pink Closet

L’esperienza come palestra di vita

Per Mariella fondamentale è l’esperienza, quella che si apprende sul campo come una palestra di professione e di vita. «Ho iniziato dalle basi, perché in questo mondo non serve solo la teoria. Mi sono occupata del room service di un albergo in Scozia per valutare le diverse sfaccettature dell’hotellerie. Ricordo ancora quando mi chiesero di portare in una camera di sposi una bottiglia di champagne. Entrando, volendo dimostrare loro la mia felicità del felice momento celebrativo, alla vista dell’abito da sposa, sono inciampata in una valigia, cadendo sul pavimento! Gli ospiti ridevano, io invece ho imparato a dosare le mie emozioni e a conoscere parti importanti del mio carattere che più tardi mi son servite nella gestione del mio di albergo».

Esploratrice di colori e stili per le città del mondo

In costante vicinanza al mondo della moda, è l’esperienza meneghina a segnarla particolarmente, lasciandole scoprire la sua grande passione. «Quando vivevo a Milano, dopo il lavoro della settimana, mi concedevo nel weekend le mie ore di shopping, alla ricerca di nuove tendenze, di particolari che avrebbero cambiato il mio look e dettato lo stile del momento. La mia era una vera e propria esplorazione e così, con lo stesso entusiasmo, accade anche oggi durante i miei viaggi: seleziono su una mappa le location fashion più belle e vado alla ricerca di brand e stilisti». New York la sua meta preferita, per lei un vero e proprio input, una città capace di correre ad un ritmo diverso rispetto alle altre, specialmente nel mondo della moda.

Mariella Avino nella sua boutique del Pink Palace

La boutique dell’albergo, il suo sogno rosa

«Non ho mai avuto il tempo necessario per dedicarmi alla boutique dell’albergo, mettendo sempre come priorità altri progetti di consolidamento più importanti per l’azienda. L’idea dello shop prende forma quando, proprio di fronte al nostro Palazzo, sorse l’occasione di acquistare uno spazio esterno alla struttura, fatto di archi a sesto acuto, gli stessi che ricordavano le nostre stanze». Dopo l’acquisto del locale, Mariella Avino decide di affidare il progetto architettonico ad una donna, una che lo avrebbe caratterizzato con la sua stessa visione degli spazi: Cristina Celestino che, con professionalità estrema, ha tinto di rosa i muri, adornandoli con piastrelle a forma di conchiglia ed alternando ai colori tenui quelli dell’acquamarina. I mobili, quasi fossero nascosti, son della stessa nuance di rosa e si contrastano al pavimento in marmo con diverse sfumature del verde. Lampadari sospesi e specchi, tanti, posizionati nei punti giusti da lasciar non solo specchiare l’ospite ma anche di accoglierlo, come se stesse esplorando un vero e proprio guardaroba. Destinato solo al mondo delle donne il “The Pink Closet”, come spiega la parola, è un armadio rosa, dove protagonisti sono accessori, scarpe, piume, cappelli ed abiti, con collezioni di importanti stilisti alle quali si aggiunge una linea personalizzata realizzata appositamente.

Lo stile della donna nel futuro

«Non esiste una regola ben precisa. Ognuno ha un proprio stile e non ne esiste uno accademicamente perfetto. Bisogna scegliere capi che trasmettono energia. Non serve vestirsi per coprirsi: anche una semplice t-shirt può trasmettere gioia! Nel mio outfit immancabili sono i cerchietti ed amo molto le gonne. Prima il mio guardaroba lasciava prevalere il nero, oggi invece si tinge di colori, quasi come una forma di divertimento per approcciare con l’armadio e godere di quel pizzico di brio che questo ti regala quando sei alle prese con i capi che sceglierai per la giornata da affrontare», continua M.A. Lungimirante e capace di dettare lo stile, Mariella nel tempo si aspetta una donna vestita con i classici di sempre ma che osa con twist di modernità, rock, quasi “spinta” dalle tendenze. «La scelta dei materiali oggi è fondamentale. Collaboro con aziende dove vengono utilizzati tessuti vintage, per limitare spreco e produzione. La moda nel del futuro sarà sostenibile e ricercata ma sempre fondata sul gioco dell’armadio e da quel pizzico di estrosità».

La donna “costiera”

Ogni donna che giunge in Costiera si sente un po’ una diva sotto i riflettori di stelle, luna e lucine che regalano il panorama da sogno. Qui questa può indossare capi eleganti, osando. «La donna che passeggia fra i vicoli e le strade della Divina, in questo luogo dell’anima, me la immagino vestita in maniera molto fresca, con colori brillanti e vivi che richiamano il tema marino, il sole ed il mare. Sinuosa fra le strade con un abito lungo realizzato con tessuti scivolosi, come la seta, capaci di muoversi ed accompagnarla nei passi  con i soffi del vento di Ravello che spesso si gode a tarda sera». Mariella Avino immagina una donna elegante, contraddistinta da stile e raffinatezza ma anche da quel pizzico di divertimento che non stanca anzi, che lascia godere appieno i luoghi e le loro bellezze.  «Per me la moda è colore,  una sorta di tavolozza fatta da tante sfumatura, ognuna utilizzabile per spezzare la monotonia giornaliera con la nuance giusta capace di trasmettere la gioia, si, per me la moda è questo, la ricetta della felicità».

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