Storie

Nella cucina di Erminia Cuomo per celebrare i novant’anni di Hostaria di Bacco

Un’arte innata che ha affinato quando ha fatto il suo ingresso nel celebre ristorante furorese. Divisa fra la famiglia e il lavoro, Donna Erminia ha saputo sempre innovare i sapori locali

Di Francesca Faratro

In novant’anni di attività (1930-2020) Hostaria di Bacco, il celebre ristorante e hotel di Furore a conduzione familiare, ha raccontato nei suoi piatti la storia della cultura gastronomica Amalfitana. Una storia che si intreccia con quella di una intera famiglia, quella dei Ferraioli, che per ben quattro generazioni, fra difficoltà e successi, ha saputo innovare i sapori della cucina locale, rimanendo ben radicata alle proprie tradizioni. Per celebrare la passione che si cela dietro ogni piatto, i ricordi e l’impegno nel portare avanti questo, quasi centenario, progetto, è stato recentemente pubblicato il libro Pe’ Cient’ate Anne! (Officine Zephiro Editore). Scritto da Raffaele Ferraioli, ex-sindaco di Furore, Ambasciatore delle Città del Vino e anima della Costiera, nella sua prefazione si legge: “La responsabilità della bellezza impone l’obbligo di perseguire senza se e senza ma la qualità totale”.

La gavetta

Da quasi cinquant’anni custode di questa completa qualità è, oltre ai vari membri della famiglia, Erminia Cuomo, 73 anni, furorese di padre e bosniaca di madre, che dal 1968 serve in tavola alcune delle prelibatezze più rinomate della zona.  Secondogenita di tredici fratelli e sorelle, Erminia comincia la sua gavetta in cucina da giovanissima quando, ancor adolescente, si assume la responsabilità di preparare i pasti per tutti. Diventa così, fra esigenze e necessità, la “regina dei fornelli”, lasciandosi apprezzare da tutti per le sue doti culinarie.

La nascita di Hostaria di Bacco. Courtesy of Hostaria di Bacco

Il debutto professionale

Negli anni ’50 suo padre e zio trovano lavoro presso un’impresa di costruzioni, impegnata a realizzare il tratto di autostrada che da Salerno porta a Vietri sul Mare. I due, per comodità, si sistemano in un appartamento poco lontano dal luogo dell’attività lavorativa e decidono di portar con loro la piccola Erminia, affidandole la casa, le faccende di tutti i giorni e, ovviamente, il compito di cucinare. Qui Erminia, cresce e ha modo di affinare le sue abilità.  Fino a quando nel 1968, ancora minorenne, la giovane si innamora e si sposa: suo marito è Raffaele Ferraioli titolare di Hostaria di Bacco.  Al tempo, chef de cuisine è Letizia, sua suocera, da cui apprende l’arte della ristorazione. La giovane, messa sin da subito a proprio agio, migliora le sue tecniche, impara ricette e ruba i segreti per la buona realizzazione di ogni piatto.

Fra pubblico e privato

Il tirocinio le si dimostra utile e fra reginette al pesto, cavatelli alle foglie di capperi, totani e patate e migliaccio, la donna si conquista il proprio ruolo da protagonista, padrona di una cucina ricca di sapori raffinati e pregiati.  Con un occhio sempre attento alla pentola e ai suoi figli, Letizia, Domenico, Andrea e Gian Maria, il ruolo da cuoca e madre è duro da reggere. Nonostante le avversità non si arrende: le sue giornate sono infinite e la stanchezza del lavoro viene ripagata dalle emozioni dei suoi ospiti. “Per me la cucina è lavoro usato. É quotidianità e mai tran tran. É celebrazione di un rito appreso dai nostri antenati, identitario, impegnato nel rispetto delle tradizioni di famiglia ed attento alle innovazioni – afferma Erminia Cuomo – Per farla breve, per me cucinare è arte, pronta ad alimentare l’anima, non solo il corpo.”

La pasta di Donna Erminia

L’amore: l’ingrediente principale

Per Donna Erminia la cucina è una forma di espressione, una sorta di gioco dove vince chi riesce a conquistare quanti più palati possibili, e fra questi ci sono quelli  di Nino D’Antonio (aka Nino D’Angelo) e Carlo Cambi (giornalista e autore televisivo). I suoi piatti sono il frutto di una lunga storia, di volti e sorrisi dei clienti che oggi, si materializzano sulle rughe che porta in volto lasciando traccia di un piacevole ricordo.  Cucina Erminia, utilizzando prodotti semplici, di qualità e provenienti dal meraviglioso territorio che la ospita. Ma fra quelli c’è un ingrediente speciale, senza il quale nulla avrebbe avuto lo stesso sapore. É l’amore, quel sentimento grande e profondo che, custodito nel cuore, trasmette ai suoi ospiti e ai suoi piatti.

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