Authentic Amalfi Coast

Qui è il giardino che cerchiamo sempre e inutilmente dopo i luoghi perfetti dell'infanzia. Una memoria che avviene tangibile sopra gli abissi del mare, sospesa sulle foglie degli aranci e dei cedri sontuosi negli orti pensili dei conventi.

Così Salvatore Quasimodo descriveva Amalfi nel suo “Elogio”

La Costa d'Amalfi è Patrimonio UNESCO

La Costiera Amalfitana, estesa lungo la costa ad est della Penisola Sorrentina, può essere definita come uno straordinario paesaggio di eccezionale valore culturale, grazie all’incredibile lavoro dell’uomo e della natura. La sua drammatica topografia ed evoluzione storica hanno prodotto un complesso eccezionale di valori culturali e naturali. In questa zona la natura è al tempo stesso incontaminata e armoniosamente fusa con i risultati dell’attività dell’uomo. Il paesaggio è caratterizzato da zone rocciose, boschi, macchia mediterranea, ma anche da alberi di agrumi e vigneti, coltivati ovunque gli uomini potessero trovare un punto adatto per la coltivazione...[Ministero del Turismo]

Su tutti, quattro fattori a cui fare riferimento

Origini antichissime

La Costiera Amalfitana comprende un’area che si estende per 11.231 ettari distribuiti tra 14 comuni, aree agricole e tre riserve naturali.

L’area venne popolata fin dall’epoca preistorica come testimoniato dai resti risalenti al Paleolitico e al Mesolitico rinvenuti a Positano. Diventata colonia romana nel IV secolo, la regione è stata intensamente abitata sin dall’inizio del Medioevo.

Il suo confine naturale è il versante meridionale della penisola formata dai Monti Lattari che, dalle cime dei Monti Picentini al Mar Tirreno, separa il golfo di Napoli da quello di Salerno.

Si compone di quattro principali aree costiere (Amalfi, Atrani, Reginna Maior, Reginna Minor) e alcune zone secondarie (Positano, Praiano, Cetara, Erchie), con i caratteristici paesi di Scala, Tramonti e Ravello, e i comuni di Conca e Furore.

Molti di questi centri storici, fioriti durante il periodo del grande potere esercitato dalla Repubblica Marinara di Amalfi, ospitano notevoli capolavori artistici e architettonici, alcuni dei quali nati dalla fusione di elementi orientali e occidentali, nota come stile “arabo-normanno”.

Le zone agricole testimoniano la capacità di adattamento dei suoi abitanti, che hanno saputo sfruttare al meglio i diversi tipi di terreno, coltivando “a terrazza” i vigneti ed i frutteti nelle zone in basso e praticando la pastorizia in alto [fonte Ministero del Turismo]

Lunghe tradizioni contadine

I terrazzamenti sono l’elemento distintivo e unico del paesaggio della Costiera Amalfitana.

Nel corso dei secoli, è stata la mano dell’ uomo ad aver reso docile il profilo della montagna: la creazione dei muri a secco, vera arte tramandata da padre in figlio, ha reso coltivabili lingue di terre benedette dal sole e dal clima mite.

Una fitta intelaiatura di pergolati è a sostegno delle più apprezzate colture praticate nell’area: quella dei limoni (lo sfusato amalfitano, riconosciuto nel 2001 con l’ Indicazione geografica protetta).

E nella stagione della raccolta partivano dagli approdi bastimenti carichi di questi frutti prelibati (un mercato famoso era la lontana California). Nell’agricoltura era impegnata il 65 per cento di tutta la mano d’ opera. Un vecchio adagio dà l’ immagine di questa economia: «Un piede nella vigna e uno sulla barca», cioè contadini e pescatori al tempo stesso.

Lo stato di efficienza dei terrazzamenti riveste un’ importanza fondamentale per la conservazione del delicato equilibrio idrogeologico dei versanti.

Questa struttura paesaggistica della Costiera amalfitana fu già decantata da Boccaccio che nel XVI secolo descrive “La Costa di Amalfi piena di piccole città, di giardini e di fontane”.

L’organizzazione del sistema dei terrazzamenti permetteva l’utilizzo per gravità delle acque che venivano intercettate in altura e indirizzate attraverso le scalette e le vasche di raccolta verso i ripiani successivi. Ogni terrazzo era collegato attraverso un intricato sistema di canali di irrigazione alimentati da ruscelli, sorgenti e cisterne di captazione delle piogge. Ed è su questo sistema che si organizzano i centri urbani con le abitazioni che hanno come basamento i terrazzamenti.

Oggi purtroppo sempre più abbandonati con arbusti, macere sconnesse, antichi viottoli inghiottiti dalla vegetazione spontanea. Ma i terrazzamenti sono l’ invenzione più geniale che sia stata fatta. Stabilizzano il versante, evitando frane e fanno sì che lo spessore del terreno conservi l’ umidità anche se non piove per molto tempo.

Il terrazzamento non è solo la muratura di sostegno, il terreno da esso contenuto, le coltivazioni, le opere idriche, ma una tecnica tradizionale complessa frutto di conoscenze costruttive, idrauliche e agrarie applicate in perfetta comprensione delle caratteristiche idrogeologiche e climatiche, capace di utilizzare in modo appropriato le risorse ambientali e prevenirne i rischi creando un sistema che si autoregola, dotato di qualità estetica e di integrazione con il paesaggio.

La orografia scoscesa della Costiera amalfitana rende il terrazzo il vero protagonista di tutta l’organizzazione dello spazio: giardino pensile, disegno dei contrafforti boschivi, trama degli stessi centri abitati.

Queste caratteristiche declamate dai viaggiatori e scrittori hanno conferito all’area iscritta nella lista UNESCO del Patrimonio mondiale dell’Umanità nel 1997, il nome anche di Divina Costiera [fonte cielomareterra.org]

Tradizioni e leggende

La cultura popolare della Costa d’Amalfi è ricca di leggende che si sono tramandate nel tempo. Alcune di esse si sono perse e vivono nei ricordi di saggi anziani che hanno appreso dai loro genitori. Fra queste, ci sono le vicende delle janare, le donne-streghe che in passato abitavano a Conca dei Marini.

Non ci sono documenti scritti a riguardo, ma la loro esistenza fa parte di una lunga trasmissione orale che oggi è diventata un patrimonio narrativo in possesso di poche persone.

Figura medioevale, il nome “Janara” (strega) è strettamente legata a Diana, la dea della caccia, protettrice della natura. La janara, infatti, era capace di incanalare il potere della dea.

Tuttavia, sono molte le storie che circolano sul mistero di tali personaggi, a tratti mitici, ma tutte hanno un denominatore comune: non erano cattive o maligne, ma solo dispettose. Dietro ad ogni loro azione, infatti, c’era una questione d’amore.

Conca dei Marini è sempre stato un borgo di pescatori dove gli uomini partivano con le loro imbarcazioni per lunghi viaggi, fino a raggiungere anche posti lontani. Si narra che le donne, lasciate sole, in pena d’amore, di notte volavano per raggiungere i loro sposi [estratto dalla storia di Authentic Amalfi Coast Stregate dall’amore. La leggenda delle Janare di Conca dei Marini]

Straordinaria la cucina

Creata nel 1681 da una suora di clausura residente nel Monastero Santa Rosa, ex-convento domenicano, oggi hotel di lusso, e’ diventata nei secoli patrimonio culinario Made in Italy: la Sfogliatella Santa Rosa.della Costa d’Amalfi

« (…) addò t’e magne, fanno arrecrià. So’ sempe na delizia, na bontà So’ doje sore: ‘a riccia e a frolla. Miez’a strada, fann’a folla. Chella riccia è chiù sciarmante: veste d’oro, ed è croccante, caura, doce e profumata. L’ata, ‘a frolla, è na pupata. E’ chiù tonna, e chiù modesta, ma si’ a guarde, è già na festa! Quann’e ncontre ncopp’o corso t’e vulesse magnà a muorze. E sti ssore accussì belle sai chi so’? So’ ‘e sfugliatelle!» (Salvatore di Giacomo)

Soffice, croccante e a tratti cremosa. La sfogliatella è uno dei dolci simbolo della cultura partenopea. E’ il primo sfizio che turisti provenienti da tutto il mondo si godono appena giunti sul suolo campano, ed è il souvenir che portano a casa, per ricordare con gusto in piaceri culinari del territorio.

Dagli Stati Uniti al Giappone la fama della riccia ha valicato i confini più distanti soddisfando anche i palati più difficili. Nonostante l’evoluzione contemporanea di questa specialità sia chiara, la sua versione originale pare provenga proprio dalla Costa d’Amalfi, esattamente da Conca dei Marini [estratto dalla storia di Authentic Amalfi Coast La ricetta segreta della Sfogliatella Santa Rosa della Costa d’Amalfi]

Inizia il tuo viaggio, conosci meglio i quattordici Borghi della Costa d'Amalfi

Agerola

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