Viaggi

Isole Li Galli: fra arte e mitologia

A largo di Positano, circondate da una natura incontaminata, la bellezza di queste isole ha attirato nei secoli letterati, attori, coreografi e danzatori. Tutti affascinati dall’ incanto dei suoi paesaggi e dalla sua dolce melodia silente

Di Alessio Amato, foto Vito Fusco

La Costiera Amalfitana, terra delle sirene, dove la bellezza dei paesaggi si uniscono ai pericoli, alla seduzione, al potere ammaliante e dominante capace di farti conoscere il Paradiso terrestre per poi aprire le porte degli Inferi. Al centro di tutto questo tre isolotti, luoghi tra più belli e intriganti della costiera, dove si uniscono storia e leggende, dove figure mitologiche e divine incontrano gli umani: il Gallo Lungo affiancato dalla Castelluccia detta anche isola dei Briganti e La Rotonda circondate da un mare incantato, limpido, oggi parte dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella.

Un vortice che non lasciava scampo

Le isole Li Galli, a largo di Positano, hanno una vita plurimillenaria. Abitate già dal periodo romano, hanno accompagnato, accarezzato, affiancato e a volte intrappolato infiniti naviganti tra militari e corsari, commercianti e pescatori. Proprio in queste isole in molti, con le proprie navi, andavano a schiantarsi, prede di correnti marine tra le più vigorose che proprio intorno alle isole formavano una sorta di vortice che non lasciava scampo. Probabilmente per questo motivo gli antichi pensavano che queste isole fossero abitate dalle sirene, creature metà donna e metà uccello che con il loro canto ammaliavano i naviganti. Da ciò il loro nome, Li Galli, riferito proprio a queste creature che nell’iconografia antica venivano rappresentate come galline.

La sede delle sirene

Il primo a parlare di questo collegamento fu Strabone, geografo e storico greco vissuto tra il I sec. a. C. e il I sec. d. C. Lo scrittore fece cenno delle isole in due brani della sua “Geografia” chiamandole Sirenai o Sirenussai e definendole come sede delle sirene. Secondo la tradizione e le credenze popolari solamente due navi riuscirono a scampare al pericolo: quella di Ulisse di ritorno dalla battaglia di Troia e quella degli Argonauti.

 

Vista dell'isole Li Galli da Positano
Le sirene sono ampiamente rappresentate nella ceramica locale
La prima ballerina del Bolshoi di Mosca premiata al Positano Premia la Danza, in visita all'isola de Li Galli durante la 42esima edizione
Riprese di un documentario sulle sirene, all'isola de Li Galli
Alla scoperta delle isole
Vista dell'isola de Li Galli dai Colli di Fontanelle
Riprese di un documentario sulle sirene

Da Ulisse agli Argonauti

Si narra che Ulisse, desideroso di ascoltare le dolci melodie delle sirene e su consigli della maga Circe, decise di turare le orecchie dei marinai con della cera e si fece legare all’albero maestro dell’imbarcazione. In questo modo egli potette ascoltare quel suono così dolce e magico. Gli Argonauti invece vennero salvati dall’astuzia di Orfeo che suonando la lira, coprì il canto delle sirene che per la disperazione e l’umiliazione si gettarono in mare e vennero tramutate in sassi. Credenze popolari raccontate di generazione in generazione che hanno suscitato curiosità, fascino e paura.

Ponte fra la Costiera e i faraglioni di Capri

Di sicuro l’area nasconde dietro la propria bellezza un pericolo costante per le imbarcazioni a remi o a vela. Il fondo del mare nei pressi delle isole ha conservato e forse ancora protegge relitti di navi, anime di uomini, speranze infrante proprio in queste rocce. È soprattutto nel medioevo che le isole hanno cambiato vesti e indossato abiti di salvezza ricoprendo un ruolo militare strategico, ponte tra la Costiera e i faraglioni di Capri. In caso di pericolo le guarnigioni con segnali di fuoco o fumo comunicavano alla divina l’avvicinarsi di pericoli, nemici o pirati. Le isole ospitarono perfino una fortificazione composta da una o più torri.

Le mutazioni nei secoli

Durante il peridodo nomanno-svevo le isole vennero menzionate come Guallo (1131) mentre nel 1225 Federico II di Svevia le concesse al Monastero di Positano (Tres Sirenas quae dicitur Gallus). Durante la metà del XIX sec. le isole erano proprietà della famiglia dei Conti di Guissi che le destinarono all’allevamento di conigli.

Il teatro di Leonide Massine

Le isole vennero acquistate nel 1924 per 300 mila lire dal coreografo russo Leonide Massine che rimase affascinato dall’unione di natura e resti archeologici di epoca romana. Costruì un piccolo teatro ispirandosi a quello di Siracusa, creando quella continuazione con il classico, purtroppo distrutto dalla tempesta del 1964. Era il suo rifugio dalle tensioni lavorative ma presto divenne molto di più, ispirazione per le sue coreografie e produzioni, e fonte di avvicinamento a una vita di semplicità, pace dei sensi, perdizione come proprio lui amava ripetere «Perciò mi piacerebbe vedere l’isola svilupparsi come un luogo dove giovani artisti da tutto il mondo potessero venire, per ritirarsi dal soffocante materialismo della vita moderna e trarre ispirazione, come me, dalla sua naturale bellezza e dalla sua magnifica cornice paesaggistica».

 

Sinistra Daniele Cipriani, direttore Artistico del Positano Premia La Danza dal 2011 al 2014. A destra Alberto Testa direttore storico del Premio Lèonide Massine
Da sinistra a destra: Giovanni Russo, proprietario dell'isola che accoglie la direttice del Positano Premia la danza Laura Valente e la stella delle stelle del balletto russo Vladimir Vassiliev
Vladimir Vassiliev premiato alla carriera’per la 44esima edizione del ‘Positano premia la danza – Leonide Massine mentre fa il bagno nella vasca sul Gallo Lungo
La ricerca della tranquillità e dell'ispirazione che ne deriva dal contatto con la natura
Il ballerino Rudolf Nureyev, con il suo team, in barca verso le isole
Ana Laguna, Premiata alla Carriera al Positano Premia la Danza mentre osserva una foto di Massinè con indosso abiti di scena per la coreografia di Parade.
Marie Chouinard, ballerina, coreografa mentre balla sul parquet originale di Rudol'f Nureev, nel salone all'interno della torre di guardia sull'isola
Un libro di Lèonide Massine all'interno del salone principale sull'isola de Li Galli
Una della poche abitazioni presenti sulle isole
La luce calda del calar del sole illumina le isole

 

L’impronta di Nureyev

Molti artisti e personaggi famosi hanno visitato o soggiornato nell’isola, dai registi Franco Zeffirelli e Steven Spielberg alle attrici Sophia Loren, Anna Magnani e Ingrid Bergman fino alla tanto chiacchierata coppia J. Kennedy A. Onassis. Nel 1989 l’isola passò a Rudolf Nureyev che la mantenne fino alla sua morte avvenuta nel 1993. L’ultima volta che il ballerino russo lasciò l’isola fu il 3 settembre del 1992 sicuro che fosse un addio e non un arrivederci. Come ricorda ancora oggi una targa “Ammantato di splendore e di gloria teatrali, ogni giorno era solito transitare con passo fermo o fuggevole in un viaggio di andata e ritorno da questi lidi verso la sua isola de li Galli”. L’isola era il suo rifugio più protetto, più sicuro sommerso in zuleios turchi e tappeti persiani. Ma il suo nido era la sala ballo predisposta nella torre saracena, coperta di specchi, circondata da sbarre, con parquet di pino rosso dove forse riusciva a danzare con le sirene.

Vuoi rimanere aggiornato
sulle novità, su viaggi, storie, itinerari, esplorare l’arte, l’innovazione green e la cultura enogastronomica della Costa D’Amalfi?

*campo obbligatorio

Preso atto del mio diritto di revocare il consenso in qualsiasi momento, consento al trattamento dei miei dati personali da parte del Titolare, per la finalità sotto riportata (art. 7 Regolamento 2016/679)

Sono a conoscenza del fatto che in assenza del consenso le conseguenze sono le seguenti:
Non verrà inviata alcuna comunicazione promozionale e/o pubblicitaria da parte di authenticamalficoast.it all’interessato, il quale, riceverà esclusivamente notizie e/o comunicazioni in merito al servizio ricevuto/prenotato.

We use Mailchimp as our marketing platform. By clicking below to subscribe, you acknowledge that your information will be transferred to Mailchimp for processing. Learn more about Mailchimp’s privacy practices here.


Scala intensa

E’ il borgo più antico della Costiera. Qui la storia, la bellezza della natura, la cultura e la profonda fede…

Una giornata a Pontone

È il sito più antico della Costiera Amalfitana e probabilmente il suo luogo di nascita. Tra strade in pietra e…
Menu