Storie

La Costiera Amalfitana ritrova il suo fermento creativo con Marea Art Project

Lanciato da Imma Tralli e Roberto Pontecorvo, il nuovo progetto di residenze artistiche nazionali e internazionali mette l’arte al centro delle relazioni

Di Anna Volpicelli

Era un progetto che frullava nella loro mente da tempo. Da quando sei anni fa si conobbero a Bruxelles. In una città europea in pieno fermento culturale, circondati costantemente da artisti con cui scambiare riflessioni sull’arte e sulla cultura, Imma Tralli, 30 anni storica dell’arte di Matera e Roberto Pontecorvo, 31 praianese laureato in Relazioni Internazionali e co-creatore di Praiano NaturArte, piantarono nella loro testa il primo seme di Marea Art Project, il nuovo e innovativo progetto di residenze artistiche italiane e internazionali della Costiera Amalfitana. «Da quando ci siamo conosciuti abbiamo scoperto di condividere le stesse passioni – racconta Imma Tralli- Era bello essere sempre circondati da artisti, musicisti, sentirsi, anche in città così grandi, parte di qualcosa. Quando abbiamo cercato di avvicinarci alla Costiera abbiamo pensato di portare tutto ciò che abbiamo vissuto e sentito negli anni passati all’estero, che oltre a Bruxelles, ha incluso città come Madrid e parte dell’America Latina, qui».

Sulle orme del passato glorioso

Ad unirsi alla coppia di giovani creativi, è stato Stefano Collicelli Cagol, ricercatore e curatore e attualmente direttore del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, uno dei più grandi istituti nel panorama del mondo dell’arte nazionale. «Con Marea Art Project – spiega Pontecorvo – stiamo ripercorrendo in Costiera Amalfitana una storia che si è interrotta. Dagli inizi del 1900 fino agli anni’80-’90, questo territorio è stato una casa che ha ospitato artisti da tutto il mondo che venivano a trovare rifugio qui e dove vivevano a stretto contatto con la comunità locale». In passato la Costa d’Amalfi è stata un crocevia di scrittori, musicisti, pittori che qui hanno trovato spazio per ossigenare la loro sensibilità, rinnovarla e trovare nuove ispirazioni per creare. Da Virgina Woolf e i membri del Bloomsbury Group che hanno animato i giardini di Villa Cimbrone, a Richard Wagner che a Ravello trovo la sua linfa creativa per comporre la sua musica, a Escher che ha ritratto Atrani in una delle sue opere. «Non abbiamo creato niente di nuovo, se non ridisegnare un ambiente stimolante per la comunità, per i turisti e cercare di instaurare un dialogo fra due punti che in questo momento comunicano poco, cioè l’interno e l’esterno, attraverso l’arte», sottolinea Pontecorvo.

Da sinistra a destra: Stefano Collicelli Cagol, Roberto Pontecorvo e Imma Tralli, courtesy of Marea Art Project

La chiave di tutto: la ricerca

Attualmente il processo di residenza avviene su invito. Gli artisti vengono selezionati direttamente da Stefano Collicelli Cagol, con la partecipazione di Imma e Roberto. «In questa prima fase ciò che davvero ci interessa è la sperimentazione e la ricerca che poi si traduce nella creazione sul territorio. Per rendere questo processo di ricerca più interessante ci siamo affidati a Stefano, che oltre a essere uno dei curatori più importanti nel panorama dell’arte italiano (è stato curatore della Quadriennale d’arte 2020 FUORI di Roma, ndr), è un grandissimo ricercatore. Attraverso il suo aiuto, e quello dei vari artisti che prenderanno parte alle nostre residenze, la nostra intenzione è quella di riportare la Costiera al centro della sperimentazione in campo artistico. E per sperimentazione intendiamo musica, scrittura, cinema ecc.». 

Marea 21

La prima residenza, Marea 21, ha portato in Costiera Amalfitana Giulia Crispiani, scrittrice e artista visiva di Ancona, Michele Bertolino, curatore e ricercatore indipendente di Savigliano, e Ciro Apicella, regista di Vico Equense, che ora vive a Los Angeles, che ha girato un documentario per immortalare tutto ciò che è avvenuto durante il soggiorno alla fine del 2021, in stretto dialogo con Giulia e Michele.  «Il focus delle residenze, oltre che su ciò che verrà prodotto, sarà molto sul processo creativo. Per noi il processo artistico è fondamentale anche perché è qui che entra in gioco la relazione con la comunità, il dialogo con il territorio e con le sue difficoltà e i suoi limiti, che chi vive qui conosce molto bene,» spiega Tralli. 

Casa Tuti, courtesy of Marea Art Project

Le case

Sede delle residenze sono due ville molto importanti. Casa L’Orto, abitazione del padre dell’arte concettuale americano Sol Lewitt. Casa dell’Orto è stata costruita nel 1700 dagli antenati di Carol LeWitt, moglie dell’artista, nei pressi di Torre a Mare a Praiano, e frequentata da entrambi agli inizi degli anni’70. Una casa museo dove Lewitt è riuscito a progettare due grandi murales interni che, a causa della sua morte, non ha mai visto realizzati. Con la missione di aprire questa casa agli artisti di passaggio, LeWitt restaurò lo spazio creando un orto biologico disposto lungo i tredici terrazzamenti che circondano la casa, e da cui questa prende il nome. La seconda è Casa Tuti, di proprietà di Sandra Belcredi, a pochi metri da via Masa, la storica via dei pescatori e dalla spiaggia la Gavitella. «Fu proprio Sandra a mettere a disposizione la sua casa per il progetto senza chiederci nulla in cambio – ci dice Roberto – Un giorno ci chiamò chiedendoci di incontrala per un caffè perché ci voleva parlare e ci disse che se avevamo bisogno di un’altra residenza lei avrebbe offerto la sua. Fu molto emozionante e inaspettato. Ci raccontò che quando viveva a Roma era abituata a circondarsi di artisti e l’idea di poterlo fare anche qui le sembrava una grande opportunità». Nella prima residenza, Casa Tuti, ospitò Ciro Apicella. «Tra Sandra e Ciro è nata una grande amicizia. Ci siamo spesso incontrati durante i mesi passati insieme e abbiamo trascorso serate intere a chiacchierare davanti al camino. Marea Art Project è anche questo, cioè riscoprire la relazione, ritornare a una dimensione umana, dove al centro c’é l’arricchimento che solo l’arte e la cultura sanno dare». La speranza dei giovani manager culturali è quella di allargare le residenze a tutta la Costiera, non solo Praiano, ma di poter trovare soluzioni per ampliare l’ospitalità anche ad Amalfi, Ravello, Positano, lungo tutto il territorio. 

Presente e futuro

Il risultato di questa prima esperienza, Marea 21, sarà la pubblicazione del libro Sunrise and Sunset in Praiano un tributo al libro Sunrise and Sunset at Praiano di Sol LeWitt pubblicato nel 1980. In merito al libro, sul blog di Marea Art Project si legge: “Rispetto al libro di Sol Lewitt, la preposizione at diventa in perché a Praiano il tempo è un tempo lento, una lentezza sia dell’orologio che fisica che ti fa perdere l’orientamento. L’idea del libro è quella di omaggiare la pratica osservatoria del cielo e del mare ma anche quella di dare istruzioni, pratica propria dell’arte concettuale”. Fra marzo e aprile del 2022 si aprirà la seconda residenza che vedrà ospitare in Costiera artisti della scrittura. «L’arte è una pausa al dolore della vita,» dice Tralli citando una frase di Paolo Sandulli, famoso artista locale. Ed è questo concetto che spiega bene l’immersione straordinaria che Marea Art Project vuole offrire, una pausa felice, una sospensione che accoglie le bellezze della vita, anche se a volte difficile, in cui incontrarsi, conoscersi e crescere insieme attraverso l’arte, il suo scambio e la sua restituzione umana al territorio.  

Informazioni utili

Marea Art Project: tel. +39 350 047 0811, email: info@mareartproject.com, mareartproject.com

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