Green

L’innovazione green di Zero Waste Amalfi Coast

E’ partito il progetto per la sostenibilità del ciclo dei rifiuti in Costa D’Amalfi. Un’iniziativa realizzata dal Distretto Turistico Costa D’Amalfi con Hotel Rifiuti Zero e Consorzio Omega

Di Redazione

«Quando si parla di sostenibilità, termine ormai abusato, non si intende solo quella ambientale, ma anche quella sociale ed economica, che soddisfa e rientra in una serie di provvedimenti che sono stati inseriti nell’Agenda 2030». Esordisce cosi Lina Piccolo, Vice Presidente Confindustria Salerno con delega all’Ambiente, durante la presentazione di Zero Waste Amalfi Coast, il progetto per la sostenibilità del ciclo dei rifiuti in Costa D’Amalfi. Un’iniziativa messa in campo e promossa dal Distretto Turistico Costa d’Amalfi con Hotel Rifiuti Zero, società di consulenza specializzata in pratiche green rivolte al settore della ristorazione e dell’ospitalità e il Consorzio Omega, leader nella gestione dei rifiuti. «L’obiettivo – spiega Andrea Ferraioli, Presidente del Distretto Turistico Costa d’Amalfi, Rete Sviluppo Turistico Costa d’Amalfi  e Presidente Gruppo Alberghi, Turismo e Tempo Libero Confindustria Salerno-  è quello di migliorare l’impatto del turismo sui nostri territori rispetto alla popolazione dei residenti attraverso l’innovazione. Zero Waste Amalfi è un progetto molto ambizioso con cui vogliamo portare all’interno delle strutture alberghiere delle buone pratiche nella riduzione dei rifiuti e realizzare un ciclo virtuoso di riutilizzo dei sottoprodotti, quali scorze di limone, buccia di arance, residui da caffè, alimenti ampiamente usati nel nostro territorio». 

Lavorazione Limone in Costiera Amalfitana

Gli obiettivi

Zero Waste Amalfi Coast mira a raggiungere una serie di obiettivi fra cui la realizzazione di un protocollo di azioni da condividere con gli hotel partecipanti, la formazione del personale, un piano informativo per comunicare e diffondere le corrette pratiche di gestione dei rifiuti ai propri ospiti, il monitoraggio delle attività. «Andremo ad intervenire nelle strutture alberghiere che hanno aderito al progetto cercando di modificare alcuni atteggiamenti – racconta Antonino Esposito, esperto di turismo sostenibile e fondatore di Hotel Rifiuti Zero, che insieme al team si occuperà, fra le altre cose, della formazione del personale – L’intento è quello di portare gli hotel a raggiungere il 90% di raccolta differenziata e almeno il 20% di riduzione dei rifiuti». 

Le buone pratiche e la formazione

Secondo una ricerca condotta dalla società di consulenza nei comuni turistici circa il 70% dei rifiuti viene prodotto dalle attività non domestiche. «Ciò che faremo è stilare per le varie strutture ricettive una serie di buone pratiche da seguire, che vanno dall’eliminazione dei monouso, come per esempio le bustine di zucchero, o i vari accessori che vengono collocati nei bagni, all’installazione di un cassonetto rifiuti zero, brevettato, da sistemare magari davanti alle camere degli ospiti, che permetterà loro di buttare i rifiuti in modo corretto. Altra questione su cui ci concentreremo sarà la comunicazione, ovvero fornire delle linee guida ai dipendenti per comunicare con i propri ospiti rispetto alle azioni, in termini di sostenibilità, che dovranno seguire». Le performance messe in atto dagli alberghi verranno poi monitorate e analizzate in modo costante. Fra gli scopi del progetto, infatti, rientra l’ottenimento della certificazione verde e la creazione di un marchio che identifichi le strutture aderenti alla strategia sostenibile per la Costa D’Amalfi.  «L’albergo è una comunità. Se si riesce a creare un ciclo virtuoso all’interno di tale comunità l’impatto sul resto del territorio è notevole», aggiunge Ferraioli. 

Foto di Felix Mittermeier, courtesy of Pexels.com

Il rifiuto come risorsa per la creazione di energia pulita

Buona parte delle risorse saranno investite in una serie di azioni finalizzate al riutilizzo dei sottoprodotti. «Il rifiuto – spiega Anna Rosa Sessa – direttore amministrativo e responsabile del progetto Consorzio Omega – non è più qualcosa da eliminare, ma può trasformarsi in una risorsa importante per la creazione e lo sviluppo dell’economia circolare». Ecco quindi che gli scarti di limone, arance, e altri alimenti possono diventare importanti beni per la creazione di energia pulita. «Noi destineremo questi sottoprodotti alla produzione di energia elettrica data dalla biomassa», dice Vincenzo Calce, responsabile tecnico ANGA, Albo Nazionale Gestori Ambientali. Per arrivare a raggiungere tale scopo grande attenzione verrà rivolta alla prevenzione. «E’ fondamentale far comprendere che il rifiuto è un bene, è una risorsa che può essere impiegata nuovamente. La prevenzione consiste proprio in questo, capire cioè, che una scorza di limone, può essere trasformata in energia».  

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