Sport e Natura

Sulle tracce del sentiero delle 13 chiese alla scoperta delle ricchezze di Tramonti

Da Pucara si attraversa tutto il territorio per toccare con mano la vastità e la biodiversità del patrimonio agricolo e ambientale della zona.

Di Anna Volpicelli

Si snoda fra i tredici borghi di Tramonti passando attraverso mulattiere e storiche vie di collegamento che venivano utilizzate, in passato, per raggiungere le diverse frazioni a piedi o per muoversi lungo la Costa D’Amalfi. Il sentiero delle 13 chiese, uno degli itinerari probabilmente più battuti del territorio, è un percorso semi-urbano che si apre a una varietà di paesaggi che vanno dalla scoperta dei centri abitati alla biodiversità del patrimonio ambientale tipico della zona. 

La partenza e il piano di valorizzazione 

Si parte da Pucara, dalla chiesa di Sant’Erasmo risalente al 1552. Ci si arriva percorrendo una lunga scalinata che conduce all’interno del paese e porta nel cuore della coltivazione dei limoni. «Il percorso sale dal basso verso l’alto e dura circa 15 km complessivi, ma attualmente stiamo lavorando alla rivalorizzazione di alcune parti del sentiero che permetto di accorciarlo di un paio di chilometri », ci racconta Matteo Giordano socio fondatore dell’associazione Tramonti Amalfi Coast Trekking. Un itinerario, a tratti impegnativo, che passa attraverso ampie distese di limoneti, vitigini, castagneti e uliveti. Un viaggio all’interno dell’agricoltura della Costa D’Amalfi. «La parte bassa di questo percorso circolare costeggia il fiume Reggina Minor, che parte proprio qui a Tramonti. Tutta questa zona si caratterizzata dai terrazzamenti di limoni perché tali coltivazioni hanno bisogno di molta acqua,” continua Giordano.

La vista dal sentiero delle 13 chiese, foto di Matteo Giordano

Le divisione in due circuiti

Da Pucara si giunge a Ferriera dove ci si imbatte nell’antica cartiera fino ad arrivare a Paterno Sant’Elia, con l’omonima chiesa risalente al 1500. Da qui il percorso porta a Paterno Sant’Arcangelo dove ha sede la chiesa dell’Ascensione, uno dei luoghi sacri più antichi della zona fondata nel X secolo. «Dalla Chiesa dell’Accensione si può prendere una deviazione che divide l’intero sentiero in due circuiti più brevi, uno dei quali porta direttamente a Gete», spiega Giordano. Per chi intende proseguire sull’itinerario principale, la direzione da prendere è quella verso Figlino dove si incontra la Chiesa di San Pietro che custodisce al suo interno il pavimento realizzato nel 1700 con le maioliche di Capodimonte. Una sosta, prima di ripartire e arrivare al Colle di Santa Maria, il punto più alto del cammino che offre una vista panoramica sull’intera vallata. Proprio qui dove oggi si trova il cimitero cittadino, un tempo dimorava il Castello di Santa Maria La Nova, che nel 1400 fu edificato a difesa del territorio di Tramonti. Vale la pena fermarsi qualche minuto per ammirare il paesaggio da cui è possibile osservare le vette che disegnano il Parco dei Monti Lattari, fra qui quella del Cerreto, della Finestra, il Molosso e quella dell’Avvocata, prima di  scendere verso Corsaro. Vagando per Corsaro si fa capolino da Isidoro Caso, musicista (membro del gruppo di canti popolari La Paranza do Tramuntan) e agricoltore del borgo, che fra un bicchiere di vino, un assaggio di salumi e un mini-concerto con tammuriate e tarantelle, illustra la preparazione del pane e della pizza nera di Tramonti. 

Il giardino segreto

In pochi chilometri scenario cambia. Ci si lascia alle spalle il profumo dei limoni, per addentrasi nella coltura dei vitigni. SI arriva a Campinola, nella Chiesa di San Giovanni Battista. Oltre alle bellezze sacre, il borgo è conosciuto per il suo Giardino Segreto dell’Anima. Quest’area verde, nascosta, nasce su un antico vigneto abbandonato e raccoglie su una distesa di circa 3mila metri un agrumeto con 25 varietà, un roseto con 300 specie diverse, piante aromatiche ed officinali. Un giardino botanico sperimentale, luogo ideale per rilassarsi e prendere un po’ di fiato. 

La coltivazione secolare del Tintore, foto di Matteo Giordano

Nel cuore del Tintore

Da Campinola ci si dirige verso Ponte, il borgo più piccolo della zona per raggiungere Gete, famoso per la coltivazione dell’uva Tintore, esemplare autoctono, da cui viene prodotto l’omonimo vino, eccellenza del territorio. Oltre ai vitigni secolari coltivati a piede franco, Gete è famosa anche per la sua storica Cappella Rupestre, visitabile solo dall’esterno. Dal Tintore si passa al liquore concerto nel borgo di Novella dove ha sede il Conservatorio di San Giuseppe e Teresa (1662) celebre proprio per essere stato il luogo natio del liquore realizzato attraverso l’infusione di 15 erbe differenti. Siamo giunti quasi alla fine del percorso che porta prima a Capitigliano e poi a Pietre con la Chiesa di San Felice di Tenna che stata ricavata nel 1700 dai ruderi di una chiesa del 1500 crollata a seguito del terremoto del 1688. «Questa variante del sentiero delle 13 chiese – dice Giordano –  permette di toccare con mano e di osservare davvero da vicino le ricchezze di Tramonti, ancora oggi poco conosciute. Il nostro obiettivo attraverso questo percorso è proprio quello di valorizzare le unicità del territorio».

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