Sport e Natura

Tre giorni in Costa D’Amalfi: alla scoperta del versante a est

Tre itinerari diversi da percorrere a piedi che passano attraverso le bellezze e le tipicità del territorio.

Di Redazione

Arte, spiritualità e sapori del territorio, tutto incorniciato dai colori iconici del paesaggio costiero. Tre percorsi conducono nel cuore del versante est della Costa d’Amalfi che da  Vietri sul Mare portano a Minori. Proposte adatte agli amanti del trekking che hanno solo tre giorni a disposizione per immergersi nel paesaggio costiero.

Giorno 1: Da Marina di Vietri ad Albori

Si può lasciare la macchina a Marina di Vietri. Da qui si passa sotto un arco che conduce a un sentiero costellato da scalini che portano a Raito, dove ha sede il laboratorio del celebre ceramista Lucio Liguori. Il nome di questo piccolo borgo deriva dal latino “ragitus” che significa baciata dal sole. Un piccolo villaggio caratterizzato da vicoli stretti ed arrampicanti, che ospita Villa Guariglia, già dimora storica di Raffaele Guariglia, proprietario, ambasciatore d’Italia dell’Ordine di Malta e Ministro degli Esteri del Governo Badoglio. La Villa è la sede del Museo Provinciale della Ceramica con opere che raccontano l’arte del territorio realizzata da celebri artisti fra cui Vincenzo Pinto, Giovannino Carraro, Giosuè e Salvatore Procida, Irene Kowaliska, Elle Schwartz e Richard Dolken. Dal 2001, la collezione è stata integrata con una esposizione di riggiole, mattonelle usate per rivestire e decorare il pavimento. Camminando verso l’alto si arriva ad Albori: il villaggio fa parte dell’associazione de I Borghi più belli d’Italia.  Situato a 264 metri s.l.m e circondato dalle vette del Monte Falerio, il borgo è animato da un susseguirsi di residenze colorate, costruite in pietra e calce. Piccoli terrazzamenti di limoni fanno da cornice a ville che sembrano sospese nel cielo. Scale con intarsi in maiolica conducono alla piazza principale dove ha sede la Chiesa Santa Margherita di Antochia di impronta greco-orientale, edificata nel ‘600. Questo luogo sacro si trova al centro di un belvedere da cui si può osservare l’iconico paesaggio costiero con le sue scogliere a picco sul mare e l’ampiezza del Golfo di Salerno. Sulla sinistra del piazzale parte un piccola strada che fra uno scalino e l’altro conduce a un sentiero naturalistico dove si può sostare su di un punto panoramico che offre una visione a 360 gradi sull’interno paesaggio. Procedendo per questa direzione si arriva poi a una mulattiera che conduce a Iaconti, un’altra piccola frazione di Vietri sul Mare. 

Santuario dell’Avvocata di Maiori, foto di Salvatore Guadagno

Giorno 2: Da Cetara al Santuario dell’Avvocata di Maiori

Un percorso impegnativo che conduce fino al Santuario dell’Avvocata di Maiori. Si parte dal cimitero di Cetara procedendo verso un sentiero che costeggia il Monte Falerio fino ad arrivare alla sella di sale dove ha sede una cappella vecchia. Procedendo verso destra si passa sotto il crinale del promontorio che termina col Capo d’Orso: sfumature di verde caratterizzano questo tratto che presenta una vegetazione  tipica della macchia mediterranea. Si sale lungo la via per arrivare, dopo un’ora, alla meta: il suggestivo Santuario dell’Avvocata che governa il borgo di Maiori. Da questo punto la vista si perde sul Golfo di Salerno che da Punta Licosa giunge fino a Capri. Esplorando i dintorni del Santuario si incontrano due grotte posizionate sotto a questo luogo sacro. La prima, la Grotta delle Apparizioni, è caratterizzata da un altare che viene utilizzato per le funzioni sacre. La seconda, invece, la Grotta delle Soppressate, viene chiamata cosi per la presenza al suo interno di stalattiti. Questo è uno dei sentieri più battutti dai pellegrini di tutta la Campania che salgono fino al Santuario ogni anno il lunedì di Pentecoste. Una processione dove la contemplazione dello spirito e della natura viene scandita dal ritmo delle tamorre.  

Il Sentiero dei limoni

Giorno 3: Da Maiori a Minori percorrendo il sentiero dei limoni

Ancora prima della costruzione dell’Amalfitana, questa era l’unica via percorribile a piedi che collegava le due località. Per secoli contadini hanno camminato su questo sentiero con le sporte di limone sulla schiena che poi venivano imbarcati per raggiungere la Spagna e altri Paesi. Questa infatti è la zona con una più alta concentrazione di terrazzamenti dove viene coltivato il famoso Sfusato Amalfitano. Sono circa 400 i grandi che caratterizzano il percorso di 3 chilometri che parte dalla collegiata di Santa Maria a Mare a Maiori, la chiesa caratterizzata dalla cupola in maiolica. Da qui si segue per via Vena e scalino dopo scalino, si passa attraverso limoneti e giardini fioriti. Camminando si giunge al borgo Torre, dove nella piazzetta di San Michele ha sede la chiesa di San Michele Arcangelo, risalente al 936. Proseguendo su questa via si arriva al belvedere della “mortella” una terrazza panoramica che si affaccia sul mare e si dischiude sul Golfo di Salerno. Da questo punto comincia la discesa verso Minori. Il sentiero è stato valorizzato con gli anni grazie, non solo ai contadini, ma anche ai membri della Proloco di Minori, che capito il valore storico e culturale di questo patrimonio hanno messo in atto pratiche per proteggere e salvaguardare l’intero ecosistema.

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