C’è un momento, dentro il piccolo grande teatro dell’Auditorium Oscar Niemeyer di Ravello, in cui passato e presente si incrociano non sui binari della nostalgia ma sulle immagini in movimento di una pellicola. È domenica 8 febbraio 2026, ore 18.30, e nella rassegna “Il Cinema a Ravello” il sipario si alza su Luca Milano – Il Re dell’Africana, documentario di Daniele Chiariello che racconta una storia vera, eppure così carica di mito e contraddizioni da sembrare un film.
L’appuntamento, organizzato dal Comune di Ravello e dall’Archivio Cinematografico Costiera Amalfitana, non è un semplice evento culturale isolato: è un invito a guardare oltre lo schermo. È la possibilità di riflettere su come la visione di un singolo, la capacità di rischiare, innovare, credere in qualcosa di nuovo, possa diventare specchio della storia economica e sociale di un territorio.
Luca Milano, l’Africana e il sogno di fare “storia”
Negli anni Settanta la Costa d’Amalfi non era soltanto una cartolina mozzafiato di mare, limoni e cielo. Era un incrocio di destini, di persone che, con ardore e spesso con audacia, investirono su un sogno: far conoscere il proprio angolo di mondo oltre ogni limite geografico. In questo contesto, Luca Milano emerge come figura emblematica.
Proveniente da una generazione di imprenditori che non avevano manuali da seguire né modelli già formati, Milano trasformò una grotta sugli scogli di Praiano in uno dei locali notturni più iconici d’Italia: l’Africana. Quel luogo non fu solo un night club, ma un crocevia di culture e di esperienze, capace di attrarre il jet set internazionale negli anni della “Dolce Vita”. Celebrità come Jacqueline Kennedy — la First Lady americana il cui arrivo in Costiera negli anni Sessanta contribuì a suggellarne la fama nel mondo — sono ricordate tra gli ospiti illustri dell’Africana nelle cronache della mondanità di quegli anni.
Quel locale, sospeso tra roccia e mare, divenne una sorta di teatro notturno dove la mondanità internazionale si intrecciava con l’energia più spontanea degli artisti e dei viaggiatori in cerca di luce e bellezza. E proprio questo spirito di avanguardia e apertura restituiva un’immagine del territorio non solo come meta turistica, ma come crocevia di culture e di esperienze.
Eppure, il destino di Milano resta segnato da un alone di mistero: la fine della vita di Milano, con un atto contro sé stesso, resta avvolto in domande senza risposta, un epilogo che più di ogni parola invita a interrogarsi sulla complessità di chi osa, crea e soffre.
Il cinema come lente: storie individuali e identità collettiva
La proiezione dedicata a Milano non vive di autoreferenzialità. È inserita in un più ampio progetto di cinema e comunità che prosegue fino al 15 marzo con appuntamenti variegati, dai grandi classici ai cortometraggi legati al territorio.
Accanto alla storia di Milano, viene proiettato anche Le conseguenze dell’attore. Il piccolo Michele Esposito, un altro frammento di memoria locale, che racconta dell’impatto – spesso sorprendente – del cinema nella vita di una famiglia semplice di Amalfi.
In questi intrecci narrativi, il cinema diventa specchio di un territorio e dei suoi protagonisti. Non più solo location, ma palcoscenico di storie umane e imprenditoriali che appartengono alla memoria viva della Costa d’Amalfi.

Imprenditori: cuore e storia del turismo in Costa d’Amalfi
Se c’è un filo rosso che collega Milano alla contemporaneità, è la figura dell’imprenditore locale: colui che investe nell’identità del proprio territorio, ne interpreta il valore, lo racconta e lo trasforma in esperienza. In un’area dove il turismo è linfa vitale, queste storie individuali non restano aneddoti: diventano parte della narrazione collettiva che ogni anno attrae visitatori, idee e persone da tutto il mondo.
È la dinamica che va dal bar di famiglia sul mare alle boutique hotel di charme, dai ristoranti che reinterpretano la tradizione alle start-up culturali che guardano oltre il mare. Tutte queste imprese, con la loro memoria e la loro vitalità, sono il tessuto connettivo che sostiene il turismo della Costa d’Amalfi.
Da qui, un progetto di memoria e futuro
Partendo da Luca Milano e dall’“Africana”, nasce così l’idea di una serie di racconti dedicati agli imprenditori della Costa d’Amalfi, a cura di Authentic Amalfi Coast. Perché qui, tra stradine scoscese e panorami struggenti, ogni imprenditore è custode di una storia: fatta di coraggio, ambizioni e relazioni profonde con un luogo che non è mai solo meta, ma radice. Un luogo che hanno scelto di vivere, di restare investendo qui le loro energie e i loro capitali, anche quando il contesto non è stato capace di fornire servizi adatti alla loro visione.
Attraverso queste storie passa l’essenza stessa della Costa: un territorio che non vive di cartoline, ma di persone. E le persone, con i loro sogni, restano la migliore sceneggiatura che si possa raccontare.