Sport e Natura

Un territorio da arrampicare

Grazie al contributo di Francesco Galasso, fondatore di Direzione Verticale, ad amministrazioni illuminate, la Costiera Amalfitana è diventata la nuova frontiera per la pratica del rock climbing, indoor e outdoor.

Di Anna Volpicelli, foto di copertina di Pietro Radassao

Pareti rocciose che si innalzano al cielo raccolgono vie verticali da scalare. Percorsi disegnati da un gruppo di rock climbers professionisti che hanno permesso di collocare la Costiera Amalfitana come una delle destinazioni più interessanti e affascinati per l’arrampicata sportiva. «Le vie sono ciò che hanno reso possibile la pratica di tale disciplina in Costa D’Amalfi, con un alto standard di sicurezza. I percorsi sono per me e per la grande e dinamica comunità del climbing in continua crescita, un patrimonio di inestimabile valore. Sono l’opera di apritori (di vie) che hanno investito il proprio tempo, creatività, abilità e spesso anche il proprio denaro, a servizio dell’arrampicata, del territorio e dei suoi fruitori, ma anche, del grande pubblico che ama seguire a livello agonistico, amatoriale o da semplici spettatori, l’evolversi di questo sport in regione Campania», racconta Francesco Galasso, rock climber professionista, formatore, responsabile Lega Montagna Aics/Con e fondatore di Direzione Verticale, una società sportiva riconosciuta dal Coni (Comitato Olimpico Nazionale) nelle discipline alpinistiche e dell’outdoor. Il lavoro fatto negli anni è stato inteso e ha permesso di tracciare e mappare decine e decine di che sono consultabili sulla piattaforma realizzata dalla società. «Il margine di sviluppo è esponenziale – spiega Galasso – La Costiera ha un’identità fatta di grandi persone che hanno sviluppato tale disciplina tra le meraviglie del patrimonio dell’umanità, fra linee verticali di immenso valore estetico e creativo. Silenziosamente e rispettosamente immersi nella natura e su panorami di ineguagliabile bellezza rocciosa mediterranea, lasciando la testimonianza delle proprie salite, condividendole gratuitamente e in modo volontario». 

Arrampicata ad Orrido di Pino, courtesy of Direzione Verticale

L’innovazione di Agerola

Il comune di Agerola, da circa cinque anni, ha dedicato tempo e risorse per rendere tale disciplina la nuova modalità per esplorare attivamente il territorio e il suo paesaggio. «Ad Agerola c’è l’epicentro della mia opera di sviluppo Indoor e outdoor dell’arrampicata. Sono stato fortunatissimo a trovare un’amministrazione lungimirante e focalizzata sui miei stessi obiettivi, prima con Rocco Naclerio (ex-presidente pro loco) poi con Luca Mascolo ( attuale Vicesindaco) e ora con Tommaso Naclerio (Sindaco). Dirigenti di lunghe vedute con cui collaboro quasi settimanalmente allo sviluppo continuo dell’outdoor. Il climbing è una pratica che viene concepita come l’evoluzione del trekking, sul quale Agerola ha scommesso, a ragione, essendo ormai diventata meta turistica internazionale nel mercato di riferimento», spiega l’istruttore, definendosi ormai “cittadino agerolese”. Un investimento ricercato e sentito che ha visto proprio ad Agerola la nascita dell’unica struttura al coperto di Lead Climbing della Regione, per esercitarsi 365 giorni all’anno. «Il climbing ha portato a destagionalizzare i flussi di visitatori in Costiera, che spesso sono concentrati durante i mesi più caldi, considerando che arrampicare in Costiera è bellissimo farlo in autunno, primavera e, ora grazie alla sala indoor, anche in inverno. E’ stato di grande soddisfazione vedere grandi presenze di arrampicatori con zaino in spalla e corda in giro per i borghi e paesi della Costiera a rilassarsi dopo le arrampicate ai tavoli di bar e strutture ricettive”. Le opportunità per praticare l’arrampicata ad Agerola oggi sono molte. “Ad Agerola ho realizzato, due macro-aree di arrampicata che superano le centinaia di vie sportive, l’immenso canyon dell’Orrido di Pino con quasi 100 vie, 8 settori con diversa esposizione e 3 Multipitch e il meraviglioso Sentiero degli Dei con le sue omonime falesie, 70 vie per 5 settori e una Multipitch di 250 m di sviluppo. L’indoor al Palasport di Agerola invece, è in continua tracciatura di vie lead, uniche in regione». 

Climbing a Positano, courtesy of Direzione Verticale

Le numerose falesie sparse su tutta la Costa d’Amalfi

Le vie, ovviamente, sono state tracciate oltre i confini agerolesi, e attualmente è possibile cimentarsi in una serie di percorsi che vanno dall’ambiente montano a falesie marine su scogliere. Dalle più facili adatte a famiglie e principianti, a quelle più impegnative. «La Costiera Amalfitana è la mestà (mescolanza, ndr. ) di monti e mari citando l’illustre Giustino Fortunato, e conserva le eccellenze e le peculiarità di entrambi gli ambienti, si va dal livello del mare di Punta Campanella fino alle cime che superano i mille metri di Monte Faito e Tramonti». Esistono tracciati che vanno dal Sentiero degli Dei passando per l’incantata Valle delle Ferriere. «Tra le più belle sicuramente quelle storiche di Punta D’Aglio in Valle delle Ferriere, Positano e Capo D’Orso come le più recenti Orrido di Pino e Monte Faito. Un arrampicatore sceglie la giusta esposizione a seconda del periodo che vorrebbe frequentare la località, l’altitudine del posto di scalata e l’offerta in grado di difficoltà in relazione alle vie. Orrido di Pino ad Agerola forse è il macro-settore con più possibilità di scelta in relazione all’esposizione delle pareti all’ombra e al sole. Il Sentiero degli Dei è per i raffinati, per coloro che vogliono combinare un fantastico trekking sul più ambito percorso. Positano è, invece, il macro-settore con più concentrazione non solo in Campania, ma credo proprio nel Meridione, tenendo Montepertuso (Frazione di Positano) come epicentro, dove sono concentrati da decine di settori diversi. E’ sufficiente pensare, per esempio, all’associazione La Selva, sviluppata dal mio amico e maestro Cristiano Bacci, dove le falesie sono quasi collocate nel giardino di questa unica tenuta, dedicata al benessere dello yoga, dei prodotti naturali e del climbing». 

 

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