Sapori locali

Il gusto di Minori

Terra degli ‘ndunderi e culla di mastri pastai, la vibrante cittadina è diventata il regno degli appassionati di cibo, grazie alla creatività, dedizione e passione di chef e pasticcieri.

Di Anna Volpicelli, foto di copertina di Salvatore Guadagno

E’ la città del gusto, colei che ancora oggi diffonde ed esprime la ricca tradizione e innovazione culinaria della Costa D’Amalfi. Minori, il piccolo borgo un tempo dei pescatori, si è trasformato con il tempo  in un vero e proprio polo di attrazione per gli appassionati di cibo. Questo è il luogo, infatti, dove sono nati e si sono sviluppate i saperi della lavorazione della pasta fatta a mano, grazie anche, anticamente, alla presenza di numerosi mulini. La culla di mastri pastai che hanno dato vita a nuove tipologie di pasta, fra cui i famosi ‘ndunderi, patrimonio gastronomico locale e costiero. Per esperire appieno le bontà che questa terra offre, abbiamo fatto una selezione di alcuni ristoranti, pasticcerie e bistrot, dove assaporare piatti che raccontano, attraverso i loro ingredienti, la storia di questo vibrante regno. 

Sal De Riso

Il menu ripercorre la storia della gastronomia mediterranea e partenopea con ricette che prediligono principalmente prodotti locali. Dalla colazione alla cena, un’offerta culinaria dove i sapori dolci e salati si intrecciano in modo armonioso, regalando delle vere e proprie esperienze gustative. «Per quanto riguarda la cucina, i piatti forti sono quelli tradizionali fra cui la parmigiana di melanzane, con la ricetta di mia nonna, il gateau di patate, e la pasta, fatta da noi, fra cui gli scialatielli e gli ‘ndunderi arricchita, per esempio, con il pescato locale», spiega De Riso, in procinto di partire per i suoi viaggi di lavoro in Nord Italia. Nella lista delle specialità c’è anche la pizza di Tramonti, che presenta ben 20 tipologie differenti, da quelle classiche a quelle gourmet. Il vassoio dei dolci, punta di diamante del regno di De Riso, mette insieme più di 100 proposte differenti, che vanno dai cornetti, ai bomboloni, al pasticciotto alla sfogliatella riccia napoletana per la colazione, alla profumata delizia al limone, alle mono-porzioni di ricotta e pera fino ai dolci al cucchiaio. «Il mio sogno e la mia intenzione, anche in vista dell’apertura del nuovo ristorante – racconta De Riso- è quello di riportare in vita i piatti della nostra tradizione, come i cannelloni o i crespolini alla ravellese, per dare nuova vita al nostro patrimonio culinario». 

Gli interni di Sal De Riso, courtesy of Sal De Riso

La Locanda Del Pescatore

Ceramiche appese ai muri, un’atmosfera rustica ma sofisticata, il ristorante propone principalmente un menu di pesce. Per cominciare, per esempio, come antipasto da provare le alici fritte amalfitane ripiene con provola, o un trittico marinato con agrumi della costiera, una piatto che mette insieme pesce spada, alici di Cetara e salmone. Fra I primi c’è l’imbarazzo della scelta, fra cui paccheri con il pescato del giorno, gnocchetti fatti in casa con pesto di pistacchio e salmone, oppure gli scialatielli allo scoglio. La lista dei secondi spazia dalla spigola alla griglia, all’orata alla moda dello chef con olio di oliva, aglio, pomodorini e prezzemolo, al fritto di paranza fino alla zuppa del pescatore. E per concludere fra i dolci il consiglio è la crostata di ricotta di bufala e limone amalfitano. 

Pasticceria Gambardella

Pilastro portante della pasticceria della Costa D’Amalfi. Fondata nel 1963 da Francesco Gambardella, oggi a portare avanti le redini di questa attività famigliare sono i tre figli, Francesco, Alessandro ed Emiliana. Anche se tutto, ancora ora, si svolge sotto l’occhio vigile e silente del padre che consuma la sua colazione quotidiana seduto in uno dei tavoli allestiti nel dehors. «Siamo aperti dalle 7 di mattina alle 23 di sera e proponiamo ricette sia dolci sia salate», racconta Francesco Gambardella, figlio. E’ un vero e proprio punto di riferimento sia per i turisti sia per i locali, a tutti, infatti, rimane scalfito nella memoria il sapore del pasticciotto, per cui spesso si ritorna. «Abbiamo prodotti di pasticceria classica fra cui la sfogliatella, la frolla, e specialità tipiche del nostro territorio fra cui la delizia al limone, il profiterole al limone e la torta ricotta e pera», spiega. Il menu salato propone piatti tipici da buona rosticceria, fra cui pizzette, calzoni, rustici al formaggio, crocchette, ma anche toast e panini con mozzarella e pomodoro, mozzarella e prosciutto o pollo e formaggio: tutto preparato nella cucina adiacente al locale. Ad accompagnare il pasto, oltre alla carta dei vini, i liquori realizzati da loro, o meglio dalla sorella Emiliana, che si occupa e gestisce il liquorificio di famiglia situato in Piazza Cantilena al civico 7. Un laboratorio a vista che oltre a offrire degustazioni, propone anche visite esperenziali dove vengono svelati tecniche e segreti relativi alla realizzazione dei liquori. 

Un piatto di Trattoria ‘a Ricetta, courtesy of the company

Trattoria ‘a Ricetta

Da dieci anni Marialucia Manzi, proprietaria del ristorante, si dedica alla preparazione di piatti tipicamente locali. «Proponiamo il territorio con un menu che parla dei sapori e dei profumi della Costa D’Amalfi», racconta Manzi. Minuta, con i capelli neri raccolti, uno sguardo gentile ed accogliente, indossa l’indispensabile grembiule, la sua uniforme. Si è distaccata per dieci minuti dal suo regno fatto di fornelli, pentole e odori, per spiegarci la filosofia del suo ristorante. «Per me oltre a far conoscere Minori e la Costiera attraverso la mia cucina, ciò che è importante è il contatto con i miei ospiti, prendermi cura di loro, e sapere come stanno. Spesso, passo fra i tavoli per fare due chiacchiere, conoscerli di persona. Abbiamo clienti che ci chiamano anche durante l’anno per sapere come stiamo e che ci scrivo cartoline. Questo, oltre che riempirmi di gioia, conferma che ciò che sto portando avanti funziona». Il menu sfoggia principalmente piatti di pesce, fra cui gli ‘ndunderi ai frutti di mare, caramellati agli agrumi, con agrumi appunto e alici saltate, la genovese di tonno con fusillo di semola fatto utilizzando il ferretto, come vuole la tradizione, l’interrata con alici saltate e noci. La selezione dei vini è curata personalmente da Marialucia Manzi con proposte del territorio. «Facciamo tutto noi, persino i liquori, fra cui il classico limoncello e il concerto».

Taberna 33

Nel cuore di Piazza Cantilena, è il luogo ideale per gli amanti dei panini e delle tapas mediterranee. Qui, infatti, fra taglieri di salumi e formaggi, ricette caserecce, fra cui la melanzana di parmigiana e il tris di frittate di pasta, e hamburger c’e l’imbarazzo della scelta. Fra le pagnotte, cosi titola il menu, da provare Evviva ‘o’rre’ con hamburger di Chianina, friggiteli di fiume, fior di latte di Agerola, prosciutto Fiocco di Norcia e alice di patate croccanti, oppure Amore senza Fine, con hamburger di maiale nero casertano affumicato, melanzane, stracciata di bufala e mela annurca. Il tutto accompagnato da una attenta selezione di vini e birre artigianali. 

Gli ndunderi al ragù napoletano cotto al forno, courtesy of Giardiniello

Giardiniello

E’ uno dei ristoranti più antichi della Costa D’Amalfi. Aperto nel 1955 dai coniugi Francesco Di Bianco e Annunziata Celio, a portare avanti oggi questa attività di famiglia sono i due figli Antonio e Giovanni, insieme allo storico chef Giovanni Cozzolino, che da 13 anni si dedica alla cucina del ristorante. «Puntiamo a una cucina tradizionale con prevalenza di piatti di pesce, senza escludere ovviamente quelli di carne. Quelli più richiesti sono il branzino al limone, la grigliata di pesce  la frittura ma anche gli ‘ndunderi con ragù napoletano cotto al forno», racconta lo chef, la cui filosofia “meno lo tocchi e meno lo rovini” è diventata una sorta di motto di tutto il ristorante. « Per noi fondamentali sono le materie prime – racconta Antonio Di Bianco, co- proprietario – che vengono selezionate minuziosamente dal nostro chef e da tutto il suo staff. Una cucina semplice e di qualità che si accompagna a una ospitalità famigliare ed accogliente. Abbiamo, infatti, una clientela affezionata che anno dopo anno viene sempre a trovarci e a mangiare al nostro ristorante, e una lista di personaggi celebri. Nel 1988 abbiamo ospitato anche Diego Armando Maradona con tutta la sua famiglia». Fra le celebrities, si sono accomodati sotto il pergolato del ristorante, attori internazionali fra cui Denzel Washington e Kevin Spacey, personaggi nazionali come Pippo Baudo, Eros Ramazzotti, Ligabue e molti altri. Se i piatti preparati da Cozzolino sono una calamita per i clienti, l’ospitalità del personale di sala è sicuramente ciò che li porta a ritornare. Oltre al menu del ristorante, la pizza è un must del posto. «Il Giardiniello – racconta lo chef – nasce come pizzeria e poi con gli anni si è trasformato in ristorante. Fra le diverse tipologie proposte, quella che va per la maggiore è la pizza Giardiniello, fatta con mozzarella di bufala, pomodorino giallo e rosso, parmigiano e basilico». Anche la cantina dei vini, in via di espansione, presenta etichette interessanti. «La selezione è curata da mia nipote Barbara Di Bianco – spiega Antonio Di Bianco – e include etichette locali, regionali, alcune eccellenze italiane e poche bottiglie internazionali».

Tipico Terre di Nocciole

Inaugurato circa un anno, una nuova realtà gastronomica ha animato la piazzetta di Largo Solaio dei Pastai, area di importanza storica per tutti i minoresi. Il proprietario è Antonio Pisaturo, 39 anni, originario di Giffoni, che ha deciso di trasportare i prodotti della sua Azienda Agricola Terre di Nocciole (Giffoni), in Costa D’Amalfi. «Ho ereditato l’azienda da mio nonno dove coltiviamo nocciole, castagne, fragole di bosco, fichi e produciamo olio, poiché disponiamo di una grande frantoio. Mia madre si è trasferita a Minori anni fa e quando ho deciso di  aprire Tipico, ho pensato che Minori fosse il luogo ideale”, racconta Pisaturo dietro al bancone del suo locale. Un luogo intimo e curato nel minimo dettaglio. Sulle mensole, infatti, sono disposti pacchi di pasta, bottiglie di birra alla nocciola, vini campani, creme alla nocciola. Nonostante la giovane età, il locale vanta già alcuni affezionati che ogni mattina, o durante la giornata, si fermano per un caffè alla nocciola, che viene servito su un vassoio di legno, in un bicchiere di vetro, accompagnato da una nocciola. Aperto dalle otto di mattina fino a mezzanotte, propone anche pranzi, aperitivi e cene. Il menu si arricchisce di pasta alla nocciola, taglieri di salumi e formaggi, focacelle, panuozzi, fra cui l’amalfitano con limone e provola di tramonti, o il cetarino con le alici di Cetara. Anche i dolci meritano un assaggio, come la torta giffonese, la crespella, ossia chiacchiere al forno con pezzi di nocciola e scaglie di cioccolato e i cannoli alla nocciola. Un posto che unisce le bontà di due culture quella giffonese e quella amalfitana.

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