Sport e Natura

Pagaiando sul mare

Un trekking in kayak per godere appieno della bellezza del territorio, toccando con mano luoghi ancora poco esplorati

Di Anna Volpicelli

Lontano dal traffico cittadino. Distanti dall’affollamento delle spiagge e dai rumori. Esiste una modalità diversa di conoscere ed assaporare il paesaggio verticale della Costa d’Amalfi che permette di abbandonare le strade asfaltate, per optare per le vie marittime, percorribili attraverso il kayak. Pagaiare in acqua è probabilmente uno dei modi migliori per vivere appieno la magia del territorio e scoprire luoghi meno conosciuti, soprattutto durante l’estate. Certo, l’itinerario richiede un po’ di preparazione e conoscenza tecnica, ma promette un’esperienza davvero unica, dove il patrimonio materiale caratterizzato da scogliere rocciose, distese di terrazzamenti di limoni, dal verde caldo dei monti e dai colori pastello delle case si mescola a quello più intimo ed emotivo appartenente a ciascun individuo. 

La leggenda de I Due Fratelli

Il percorso comincia da Vietri sul Mare, dove si pagaierà attorno ai “Due Fratelli”, simbolo indiscusso del borgo. I due grandi scogli, pressoché identici, che si stagliano fra la costa e il mare,  sono i protagonisti di celebri leggende, una di carattere più storico e una invece, più romantico. La prima riporta agli anni 871-872 d.C. durante la guerra tra i salernitani e i pirati saraceni. Si racconta che un giorno nel Golfo di Salerno arrivò una grande flotta di navi saracene che assediarono la città, ridotta ormai in miseria. Il Principe Guaiferio, a capo dei salernitani, stanco di vedere il suo popolo ridotto alla fame, convocò il Gran Consiglio e propose di risolvere il conflitto con un duello tra il più forte dei saraceni, il Principe Rajan, e il più forte dei cavalieri Salernitani, Umfredo. Nel bel mezzo dello scontro il principe saraceno, probabilmente impaurito dalla forza dell’avversario, fuggì e arrivò a Vietri sul Mare. Raggiunto dal prode Umfredo, i due continuarono il duello, ma stremati e sanguinanti, morirono col desiderio di abbracciarsi e riappacificarsi, per poi scivolare giù nel mare e trasformasi nei due scogli. La seconda leggenda, invece, narra di due giovani pastori che giunti con il gregge sulla spiaggia di Vietri, vennero catturati dal fascino e dalla bellezza di una misteriosa fanciulla che dormiva in mezzo al mare. Allo scatenarsi di una tempesta, i due giovani si buttarono in acqua nel tentativo di salvare la giovane donna, ma senza successo, annegarono. La fanciulla, al contrario, si salvò perché era la ninfa marina Roda, figlia di Poseidone, dio del mare. Poseidone colpito dal coraggio e dalla generosità dei due giovani decise di trasformarne i resti dei loro corpi nei due scogli i “Due Fratelli” e le pecore del loro gregge in piccoli scogli che li circondano nel mare. 

Foto courtesy of Genius Loci Travel

Uno sguardo a Capo d’Orso

Dopo aver circumnavigato i miti di Vietri sul Mare ci si sposta lentamente, lasciandosi trasportare dalle onde del mare, ad Erchie, un piccolissimo borgo delimitato da due torri saracene. Erchie è famoso per le sue piccole spiagge raggiungibili esclusivamente via mare, le sue grotte e le sue acque cristalline. Dalle acque che abbracciano Erche il paesaggio sboccia, mostrando il suo ammaliante fascino. Spostando, infatti, lo sguardo sulla verticalità terrena tipica delle costiera, si intravede il santuario della Madonna dell’Avvocata che governa sopra Maiori. Un luogo di culto mariano collocato a un’altezza di 827 metri sul Monte Falerzio. Dall’altro lato, invece, seguendo la scia delle acque, l’occhio si poggia sul promontorio di Capo d’Orso. Il promontorio cosi chiamato per la sua forma che rimanda proprio alla testa di un’orso. Lasciandosi alle spalle Capo d’Orso, si giunge ad Atrani dove è possibile anche “parcheggiare” il kayak sulla spiaggia e visitare uno dei borghi più piccoli d’Italia, la cui architettura, con i suoi vicoletti fu fonte di ispirazione per l’artista Mauritius Cornelis Escher.

Un angolo del Fiordo di Furore, foto di Vito Fusco

Dal Fiordo di Furore alle piccole spiagge di Positano

Una volta ripreso il kayak, si prosegue pagaiando sulla costa in direzione di Conca dei Marini, dove ha sede il celebre Monastero di Santa Rosa, oggi lussuoso hotel. Da qui ci si immerge in uno degli scenari più instaggrammati e visitati della Costa d’Amalfi, il Fiordo di Furore, con la sua piccola spiaggia e le barche dei pescatori tutte colorate. Una volta usciti dal fiordo ci si dirige verso Praiano, e la sua Marina di Praia, per poi continuare verso Positano. Nonostante la sua popolarità, pochi sanno che Positano si caratterizza da una serie di piccole oasi di sabbia isolate, raggiungibili solo a piedi o via acqua. Per vederle da vicino si deve oltrepassare la torre di avvistamento di Clavel e dirigersi verso il promontorio di Punta Germano, costellato da numerose grotte. Il panorama è unico. Da qui, infatti, è possibile contemplare l’isola Li Galli e sullo sfondo Capri. E dopo una breve pausa il viaggio continua fino alla piccola insenatura di Marina di Crapolla, dove si ritiene che San Pietro si sia imbarcato per raggiungere Roma. 

Informazioni utili:

Per itinerari con il kayak contattare Genius Loci Travel: tel. +39.089.791.896, email: booking@genius-loci.it, genius-loci.it

 

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